E “puntualmente”, arrivano le bombe

Ogni volta che questo nostro meraviglioso paese entra in una crisi di sistema, ogni volta che il “potere” sente di aver perduto legittimità, ecco arrivare “l’utile” terrorista a mettere qualche bomba.

Vorrei che ragionaste liberamente con me su quel che è accaduto a Brindisi: un attentato davanti ad una scuola. Dimostrativo, dicono gli inquirenti.

La criminalità, soprattutto quella organizzata, quella delle mafie profondamente radicate nella società, vive di connivenze e di “solidarietà” personali . Vive di “silenzio”.  Gli interessi e i comportamenti di queste entità criminali, sono opposti rispetto a quelli del “terrorismo”. Non cercano la “spettacolarizzazione”, il loro interesse è tenere un “basso profilo”. I loro attentati dinamitardi sono di “bassa intensità” e ben mirati.

La Mafia, in questo caso la SCU, non vuole attirare l’attenzione,  ama l’ombra e teme la luce. Quando agisce con “atti potenti e mediaticamente scioccanti”, lo fa perché non ha altra scelta e, soprattutto, l’obiettivo da colpire vale il rischio di “mettersi in mostra”.

Venendo all’attentato odierno, quale sarebbe l’interesse di una tale organizzazione nel mettere un potente ordigno davanti ad una scuola, in un orario nel quale il risultato probabile è  l’uccisione di alcuni studenti? Cui prodest?

Ora, anche tenendo conto della scarsa intelligenza dei membri di tali organizzazioni, lo scopo di questo attentato è privo di logica.  Gli attentati “simbolici” vengono messi in atto dal “terrorismo ideologico” per avere impatto mediatico, non da organizzazioni mafiose che dal can can mediatico hanno tutto da perdere.

Ovviamente queste sono elucubrazioni,  ma un Sistema in crisi ha bisogno di “nemici”, e se non esistono, li crea.

 

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