E poi, qualcuno perse la pazienza e se la prese con le persone sbagliate.
Luigi Martinelli, 54 anni entra in una delle sedi di Equitalia. Quindici impiegati in ostaggio, poi scesi a uno. Pomeriggio di terrore, finché non si arrende.
Sembrerebbe uno degli scontati esiti della mannaia fiscale, usiamo il dubitativo perché non è chiaro se trattasi di individuo esasperato, vittima del fisco; o di persona mentalmente instabile.
Sia come sia, tutti i “luigi martinelli” d’Italia, tutti i morti seppelliti dalle tasse, devono avere ben chiaro che il nemico non è, nelle sedi di Equitalia. In un certo senso il nemico non è nemmeno Equitalia. Mero secutore di ordini “superiori”.
Il nemico è colui che ha definito “impossibile”, la perequazione tra debiti e crediti che un imprenditore ha verso lo Stato. Il nemico, è colui che definisce giusta, la tassazione su un bene esistenziale come la prima casa. Il nemico è chi, dopo avere “genialmente” partecipato alla costruzione dell’Eurozona, ne è oggi il più fanatico dei difensori e il più ostinato dei gendarmi. Il nemico, è l’estensore folle di nuove tasse, degno erede del fu Padoa Schioppa. Il nemico, è colui che toglie le tasse sulle rimesse agli immigrati, e le aumenta agli Italiani.
Il nemico è a Roma, e tiene le sue riunioni a Palazzo Chigi.
Il nemico ha un nome: Mario Monti, scendiletto preferito del sistema finanziario globale, che ruba ai poveri per dare ai Banchieri e agli Immigrati.
Quando le persone normali prendono le armi, la situazione non è “buona”. Se il Potere non lo comprende, sarà a suo rischio e pericolo.