Il Daily Telegraph[nbnote ]http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/eu/9214724/European-Commission-to-increase-EU-budget-by-7.4-billion.html[/nbnote] è venuto a conoscenza che il progetto di bilancio di Bruxelles per il 2013, impone un aumento di spesa “sostanziale” di 6,3 miliardi di euro che è, oltre il quattro per cento sopra il tasso di inflazione UE e circa il 6% in più, rispetto al budget precedente.
La richiesta, che verrà presentata mercoledì prossimo, innescherà proteste politiche da Gran Bretagna e altri governi che si oppongono a dare ulteriori finanziamenti all’UE quando, allo stesso tempo, si stanno attuando dolorosi tagli ai bilanci nazionali.
Per quanto riguarda l’Italia, l’aumento porterebbe il contributo per l’anno prossimo a 11,5 miliardi di euro, una figura basata sull’obbligo dell’Italia di pagare circa 12 per cento delle spese di Bruxelles.
In pratica, l’aumento del budget dell’Unione Europea, pari a 755 milioni di euro in contributi supplementari, significherebbe nuovi tagli alla spesa nazionale e ulteriori riduzioni delle spese sui servizi pubblici in Italia.
Se questo aumento venisse concordato al vertice di Bruxelles nel mese di giugno, significherebbe che l’onere fiscale annuale per il pagamento dei contributi di appartenenza EU salirebbe a 550€ per ogni famiglia italiana.
Come si vede nel grafico[nbnote ]http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8036097.stm#start[/nbnote], l’Italia è “contributore netto” della Ue, ovvero invia più di quanto riceve. Quando leggete la stupida storia dei “contributi europei”, questi altro non sono che una parte dei soldi versati dall’Italia, e quindi da noi cittadini, alla Ue, che tornano indietro. Ma sono più quelli che escono, di quelli che entrano.
Per l’Italia, l’appartenenza all’Unione Europea è, non solo un costo sociale (romeni, zingari) e monetario (strozzati dall’euro), ma anche, un costo ben quantificabile monetariamente ogni anno: 550€ a famiglia.
Queste persone vivono su un altro pianeta dove non c’è nessuna recessione, nessuna crisi della zona euro, e non hanno nessun limite alla propria famelica sete di denaro. Sembrano non avere alcun concetto del disgusto.
Nigel Farage MEP, il leader dell’Ukip, ha detto: “questa domanda scandalosa è la chance di Cameron per esercitare un diritto di veto, rifiutandosi di pagare qualsiasi contributo supplementare. I servizi pubblici vengono abbattuti mentre per Bruxelles i soldi ci sono sempre. ”
In Italia intanto non se ne parla. Siamo imprigionati nella rete dei “media di distrazione di massa” che distraggono il popolo dalle razzie dell’Unione Europea, confondendolo con faccende di secondo piano, come il Trota che pagava la benzina con i soldi della Lega. Si danno in pasto ai “consumatori di notizie” piccole prede inconsapevoli per distrarli dai veri predatori di tasse. E quelli sono a Bruxelles, e vi chiedono (ci chiedono), 550€ dei nostri soldi. E li vogliono subito.
Secessione.
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