Un’altra cessione di sovranità dal popolo al potere finanziario, imposta dall’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche Europea. Ovviamente non abbiamo nulla, contro il “pareggio di bilancio”, ma è demenziale e autolesionista inserirlo come “obbligo” in Costituzione. Pensate ad una famiglia che firmasse un contratto, che la obbliga a non contrarre alcun debito. E pensate a quella stessa famiglia che si trovasse a dover sostenere una spesa improvvisa e improrogabile di carattere sanitario, e non avesse i soldi per sostenerla: seguendo il ragionamento degli eurofolli al Parlamento e di Monti, non potrebbe ricorrere al debito perché ha rinunciato a quella sua facoltà. Siamo, alla pura follia economicista da ragioniere ammuffito; alla apoteosi del tafazzismo. E’ come, legarsi le mani, pensando che tanto, non accadrà mai nulla per cui sia decisivo l’utilizzo delle stesse.
Il Senato ha approvato in via defintiva il ddl costituzionale di pareggio di bilancio con 235 voti a favore, 11 contrari e 34 astenuti. Al voto ha partecipato anche il presidente del Consiglio, Mario Monti in qualita’ di senatore a vita. Monti e’ giunto in Aula pochi attimi prima del voto, salutato dal presidente Schifani che subito dopo la votazione si e’ ritirato per un saluto privato al premier. Hanno votato contro il ddl costituzionale IdV e Lega Nord.
Il ddl ora e’ legge ed entra a far parte della Costituzione. Per l’approvazione del provvedimento era necessaria la maggioranza qualificata dei due terzi, che ha evitato cosi’ il referendum confermativo.
Ovviamente, si è provveduto ad una approvazione che impedisse al popolo di potersi esprimere. Ci troviamo davanti al paradosso di un Monti che, senatore a vita nominato, vota, mentre al Popolo viene impedito questo esercizio democratico. Viva la Democrazia.
Abbiamo i Cinesi, al governo.