L’ultima linea di difesa

Vorrei, fosse chiara a tutti una cosa: noi siamo gli “ultimi”.
Le ultime generazioni che possono ancora lottare contro l’invasione e cambiare un destino di schiavitù e degrado che chiunque abbia occhi per vedere, riconosce all’orizzonte.
Tra due decenni, forse anche prima in alcuni paesi europei come la Gran Bretagna, la guerra sarà finita. E quello che avremo fatto, o non avremo fatto, sarà decisivo per l’esito finale.
Perché siamo in guerra. Un guerra non dichiarata, de facto, un’invasione silenziosa che quotidianamente, vede migliaia di extraeuropei entrare nel nostro continente sotto il falso camuffamento del povero mendicante a cui viene offerta solidarietà pelosa e accoglienza. Ed è questa visione nichilista dell’esistenza, propagandata in modo mellifluo e ipocrita dai media di regime, che impedisce ai popoli d’Europa di guardare la realtà per quella che è, e di reagire. Opporsi alla guerra con la guerra.
Non è necessario avere fucili e indossare mimetiche, per invadere un paese, lo si può fare, e lo si fa oggi, dietro lo schermo del pietismo e dell’ostentata debolezza di fronte ai quali, “cadono” le difese dei meno intelligenti tra noi, che vedono lo schermo, e non ciò che esso nasconde.
E’ la prima volta nella Storia, che una civiltà in grado di respingere un’invasione in termini di “potenza” e capacità, non lo fa, perché sotto il ricatto “della colpa”. Non lo fa, perché sotto il pesante fardello di una debolezza, che non è “tecnica”, ma “morale” ha deciso di “arrendersi”. E’ come se, l’Occidente, non si ritenesse più, degno di “esistere”, e sentisse il profondo e patologico desiderio dell’autoannientamento.
Noi, dobbiamo essere la “cura” a questa malattia autoimmune che sta distruggendo la nostra civiltà dall’interno, e che indebolendo le nostre difese, favorisce l’invasione.
Molti, sono convinti che stiamo vivendo l’epoca in cui un’intera civiltà, la nostra, tramonta. Noi diciamo invece, che è questa stessa convinzione, a causare il tramonto.
Siamo in guerra, e in guerra servono soldati. La nostra, deve essere una guerriglia culturale che deflagri nel clima opprimente dell’egalitarismo moderno.
Deve essere chiaro a tutti, che dopo di noi, non ci sarà più alcuna altra linea di difesa. Dopo di noi, il nemico dilagherà e non avrà più ostacoli tra lui e le nostre case. E non importerà, che siano nemici armati o poveri straccioni, perché l’unica cosa che conterà, sarà che avremo perso la nostra terra. E l’avremo persa per sempre.

1 comment

  1. Lecasame aprile 3, 2012 3:33 pm  Rispondi

    Grazie di averlo scritto. Anche io lo penso, e lo dico/scrivo ogni volta che posso.

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