E’ morto un Italiano, ammazzato come se una vita non valesse nulla. Questa è l’aria “culturale” che si respira in Africa e nel mondo islamico: l’individuo è niente.
Noi, i Nigeriani li manteniamo in hotel di lusso a spese nostre, loro, prendono in ostaggio la nostra gente e la uccidono come agnelli sacrificali.
Noi, gli Indiani li accogliamo in Italia, loro, sequestrano i nostri soldati e li tengono in galera.
Sarebbe ora di rivedere questa assurda asimmetria. Non comportandosi come Nigeriani e Indiani, ma rispedendo Nigeriani e Indiani a casa loro. Questa è la rappresaglia: via dall’Italia i cittadini di paesi che non rispettano la vita degli Italiani.
L’ostaggio italiano Franco Lamolinara è morto durante un blitz delle teste di cuoio britanniche. Con lui è rimasto ucciso anche un altro ostaggio britannico, Cristopher Mc Manus. È successo in Nigeria, dove l’ingegnere italiano era stato sequestrato il 12 maggio 2011. Il Presidente del Consiglio Mario Monti ne è stato informato sull’aereo che lo riportava a Roma da Belgrado da una telefonata del Primo Ministro britannico David Cameron. Il quale ha precisato che ad uccidere i due ostaggi sono stati gli stessi sequestratori.
L’OSTAGGIO – Lamolinara, tecnico italiano di 48 anni, lavorava in Nigeria da circa undici anni. Era uno degli ingegneri di maggiore esperienza della società di costruzioni Stabilini Visinoni Limited ed era impegnato nella costruzione di un edificio della Banca centrale a Birnin Kebbi, capitale dello Stato di Kebbi, nell’estremo nord-ovest della Nigeria, vicino al confine con il Niger. Era stato rapito insieme a Mc Manus, ingegnere britannico che lavorava per la stessa società.
IL RAPIMENTO – I rapitori avevano fatto irruzione nell’appartamento dove vivevano Lamolinara e il suo collega e li aveva sequestrati. E non si erano neppure accorti di «un’importante somma di denaro in contanti» che si trovava nell’edificio. Nel sequestro erano stati coinvolti anche un ingegnere nigeriano, rimasto ferito da colpi di arma da fuoco e un collega di nazionalità tedesca, riuscito a fuggire scavalcando una rete metallica situata all’esterno.
LUTTO A GATTINARA – Lamolinara era originario di Gattinara, in provincia di Vercelli. Nel paesino, circa ottomila abitanti, vive la sua famiglia, la moglie Anna, impegnata nell’Accademia dello sport, e i figli, oltre al fratello Bruno. [nbnote ]http://www.corriere.it/esteri/12_marzo_08/cuoio-lamolinara_90991270-6943-11e1-96a4-8c08adc6b256.shtml[/nbnote]
L’ascesa del governo dei Tecnici, doveva, secondo i “soliti chiacchieroni di Repubblica e Corrierino”, restituire all’Italia il rispetto internazionale perduto con SB.
In realtà, la nostra reputazione è cresciuta solo nei circoli finanziari delle Banche padrone dei Tecnici.
Da quando questi individui sono assurti a “salvatori della Patria”, la considerazione di noi all’estero, è crollata ai minimi storici: l’India ci sequestra due soldati e se ne sbatte delle parole sussurrate sottovoce dal ragionier Monti; la Gran Bretagna, si lancia in un blitz fantozziano, avvertendo il “buon Mario” solo a blitz avvenuto. E a sangue italiano versato.
Con i Tecnici, dovevamo recuperare la “credibilità internazionale” perduta negli amplessi di SB: invece gli amplessi rimangono. E’ la posizione ad essere cambiata.
Ora, con Monti, siamo a novanta gradi. E non è una bella sensazione.
Che fa che muoiono le persone, il governo mica sta per questo. L’importante è lo spreed ed i cazzi loro !!! Bastardi !!!
da quelle parti la vita vale meno di un granello di polvere,si uccide per niente.mentre i selvaggi che vengono in barcone da noi vanno in alberghi a 4 stelle a spese nostre ed ottengono senza motivo il permessino per fare i parassiti.non ci facciamo rispettare in casa nostra,figuriamoci in giro per il mondo.chiaramente non ci saranno manifestazioni di solidarietà per il padre di famiglia ucciso,quelle si organizzano solo ed esclusivamente contro il nostro presunto razzismo e contro quelli che amano la loro patria e la loro stessa gente