Un’ulteriore conferma della stupidità di chi dice che “siamo tutti uguali”. Gli scienziati hanno analizzato il Dna di Otzi, il cacciatore sorpreso da una tempesta e morto sulle Alpi tra l’Italia e l’Austria circa 5300 anni fa, nel tentativo di comprendere cosa resti di lui, presumibile rappresentante della popolazione europea al termine del Neolitico, in noi Europei di oggi [nbnote]http://dienekes.blogspot.com/2012/02/complete-genome-of-tyrolean-iceman.html[/nbnote].
Per fare questo, la sequenza genetica di Otzi è stata comparata a quella delle popolazioni dell’Europa moderna. Ecco il risultato, come vediamo il Dna dell’uomo di Similaun, tipico abitante del continente europeo prima dell’Età del Bronzo, risulta essere vicina al “cluster genetico” dei Sardi odierni:
Questa sostanziale sovrapposizione genetica tra Otzi e Sardi, sembra essere la conferma della tesi che vede la Sardegna, come l’ultima zona nella quale le antiche genti paleoeuropee che popolavano l’Europa rimasero, grazie all’isolamento, sostanzialmente intoccate dal rivolgimento genetico che si presume, investì il continente all’avvento dell’Età del Bronzo[nbnote ]http://dienekes.blogspot.com/2011/10/sardinian-continuity-against-backdrop.html[/nbnote].
Questa tesi trova ulteriore conferma nel fatto che il genoma di Otzi risulta anche lievemente “staccato” da quello sardo, ponendo i Sardi moderni tra “Otzi” e gli Iberici di oggi.
Ovviamente possono esserci ulteriori puntualizzazioni e integrazioni a questa tesi che, rimane comunque la più verosimile, nella sua architettura principale.
Chi sono gli gli Europei attuali?
Sostanzialmente la sovrapposizione di due macro-popolazioni “caucasiche”, quella dei Paleoeuropei, la cui traccia possiamo trovare oggi in Sardegna quasi intatta, e forse anche nei Paesi Baschi, e quella derivante dal movimento Est-Ovest alla fine del Neolitico.
Perché è interessante dal punto di vista identitario? Perché le differenze che oggi vediamo tra i popoli europei, tra Italiani e Tedeschi, Francesi e Inglesi, sono essenzialmente derivanti da quanto accaduto in quel periodo della pre-storico. Le due grandi famiglie genetiche che sono all’origine dei moderni Europei trovano lì, il loro spartiacque, ed è la quantitativamente differente penetrazione degli agricoltori del neolitico a definire le differenze “intra-europee” che vediamo oggi.
Dall’ultima fase del Neolitico in poi, mentre l’isolamento conservava in Sardegna il “tipo paleoeuropeo”, nel resto d’Europa questo veniva inglobato dall’arrivo di una nuova macro-popolazione dal Caucaso che potrebbe essere identificata con gli Indoeuropei. Questo accadeva anche in Italia, ma con gradazioni differenti rispetto al resto d’Europa grazie alla “barriera alpina” che ha funto anche da “barriera genetica”.
Pensare che i Popoli europei sono così antichi, omogenei e al tempo stesso differenti tra loro, e poi pensare agli xenofili che ne propagandano con autolesionistica perseveranza un genocidio per “sostituzione genetica” , è intellettualmente deprimente.
Questa è la storia che raccontano i resti mortali d’un uomo che attraversava le Alpi cinquemila anni fa.
*Per un refuso, nella precedente versione, si era scritto “Neolitico” invece di “fine Neolitico”.
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