Mentre i nostri pennivendoli di regime sono super-impegnati nell’opera di “confondere” l’opinione pubblica, e distrarla dal tracollo economico in atto concentrando tutta la loro scarsa capacità giornalistica, su predicatori sgrammaticati e farfalline, accade questo:
NEW DEHLI – Sono stati arrestati stamani dalla polizia indiana nel porto di Kochi due fucilieri della marina italiana imbarcati sulla petroliera Enrica Lexie e accusati dagli inquirenti locali di aver ucciso per sbaglio due pescatori indiani, scambiati per pirati. I due, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in servizio a Brindisi, capo e vicecapo del team di protezione, erano stati portati a terra stamani per essere interrogati dalla polizia, alla presenza del console italiano a Mumbai.
SCAMBIATI PER PIRATI– L’episoodio è avvenuto lo scorso 15 febbraio, quando dal mercantile italiano sono partiti alcuni colpi di arma da fuoco contro un’imbarcazione da pesca. Un tragico equivoco nato dalla minaccia costante dei pirati che infestano le acque dell’Oceano indiano. Dopo un interrogatorio avvenuto alla presenza del console generale italiano a Mumbai, Giampaolo Cutillo, i due militari sono stati affidati alla polizia locale che ha aperto un’indagine per omicidio. Ma la questione è ancora tutta da risolvere: dall’Italia è partita una delegazione composta da rappresentanti dei ministeri degli Esteri, della Difesa e della Giustizia per tentare una mediazione. La tesi italiana è che l’episodio, essendo avvenuto in acque internazionali, risponde alle norme della giurisdizione del paese di origine della nave, cioè quella italiana. Del caso viene informato costantemente il premier Mario Monti.
Breve excursus. L’India è un continente affascinante dalle stridenti contraddizioni. Come tutti i paesi etnicamente dis-omogenei, in questo caso una disomogeneità rappresentata plasticamente dal sistema delle Caste, le differenze socioeconomiche sono scioccanti all’occhio europeo: potenza nucleare e fogna a cielo aperto, l’informatica di Bangalore e i mendicanti di Calcutta, la bellezza europea delle attrici di Bollywood e la marmaglia australoide delle strade di Dehli.
Esistono mille “Indie” e nessuna India. Purtroppo, è a quel sistema sociale che puntano le élites occidentali.
Quello che è accaduto, è scioccante e vergognoso. Qualche genio alla Farnesina, uno dei Tecnici al governo, ci spieghi come mai, i due militari italiani sono stati consegnati ad un paese straniero.
Il dovere di un governo è, quello di garantire ai propri militari che svolgono i compiti loro affidati, di non essere mai, ripetiamo MAI, consegnati alla mercé di una potenza straniera e dei suoi tribunali.
Non importa quello che è accaduto, prima si portano a casa, poi si indaga e si fa luce su eventuali responsabilità. Averli consegnati alle autorità indiane, è avere “rotto” il vincolo di fiducia che è basilare perché i nostri militari possano svolgere il loro dovere con serenità e decisione. E’ l’ennesima idiozia di un governo illegittimo, di una loggia da abbattere.
Questo è, non solo, un governo tirannico e antidemocratico, è anche una compagnia di giro, un teatro di burattini con premier il Cagoja.
La Farnesina ha commentato la situazione parlando di “atti unilaterali” da parte della polizia indiana, ribadendo la necessità di “contatti e collaborazione tra i due governi per l’accertamento dei fatti”. I militari, sottolineano, godono dell’immunità in quanto organi dello Stato italiano.
Fonti vicine alla trattativa riferiscono che l’incontro tra la delegazione italiana a New Delhi e i rappresentanti del ministero degli esteri indiano “è andato male”. “La situazione non è tranquillizante”, ha commentato il ministro della Giustizia Paola Severino, sottolineando che l’Italia ha “trattato tutta la notte” e che in India ci sono “persone inviate dal ministero degli Esteri, della Difesa e della Giustizia”, incaricate di monitorare la situazione e tenere informato “costantemente il Presidente del Consiglio Monti”. Il ministro ha poi aggiunto che i dubbi sollevati sulla giurisdizione non sussistono: “Il fatto è avvenuto in acque internazionali, su una nave che batte bandiera italiana, quindi la giurisdizione è italiana”.
Come definire la parole della Severino, quella dell’Indulto, se non “idiozie”?
“Trattano, inviano persone, informano costantemente Monti”, sembra un film di Moretti.
L’unica cosa da fare era portare i due militari fuori dalla giurisdizione indiana, poi potevano inviare tutte le “persone” che volevano in gita premio a Nuova Dehli, a trattare e mangiare nutella con le loro controparti in turbante.
