Der Spiegel e la “sindrome” di Aquae Sextiae

Mano sul cuore, ma vi sorprendete che il capitano fosse un italiano? Vi potete immaginare che manovre del genere e poi l’abbandono della nave vengano decise da un capitano tedesco o britannico?”.“Conosciamo tipi del genere dalle vacanze al mare, maschi bravi con grandi gesti, capaci di parlare con le dita e con le mani, in principio gente incapace di fare del male, ma bisognerebbe tenerli lontani da macchinari pesanti e sensibili, come si vede. ‘Bella figura’, è lo sport popolare di massa italiano, cioè impressionare gli altri, anche Schettino voleva fare bella figura, purtroppo ha trovato uno scoglio sulla sua strada.
Okay, quanto scritto era molto scorretto. Ci siamo da tempi disabituati, a forzare stereotipi culturali nel giudizio sui nostri vicini. Simile impostazione viene considerata rozza, o peggio ancora razzista, sebbene – per rimanere su questo piano – non sia chiaro in che misura gli italiani siano una razza. Ma con il carattere nazionale ci si comporta come la differenza di sesso. Sarebbe da tempo eliminata, eppure ci scontriamo con essa quotidianamente…Infatti c’è un’intera industria che prospera sulla separazione tra Marte e Venere… A questo fa da pendant la guida turistica, che introduce una persona nelle caratteristiche e con le tipologie delle culture straniere.
L’errore di nascita dell’euro, , è stato chiudere nella camicia di forza di una moneta unica culture economiche così’ diverse. Per riconoscere che questo non poteva andare bene, non bisognava studiare economia all’Università. Una visita a Napoli o nel Peloponneso sarebbe basatata. Ora ci stiamo attorcigliando in cerca di una soluzione. La risposta della Cancelliera è che tutti diventino come i tedeschi. Vedremo, fino a dove si spingerà. Le Nazioni si possono cambiare, in questo c’è, se si vuole, una consolazione. Gli italiani comandavano duemila anni fa un impero mondiale che andava dall’Africa all’Inghilterra. I tedeschi ora fanno fatica a mantenere la circolazione ferroviaria quando c’è troppa neve e troppo ghiaccio. Solo che dura proprio tanto talvolta, disabituarsi ad alcuni sterotipi. A volte ci vogliono intere generazioni.

Questo articolo piuttosto confuso e culturalmente approssimativo, ha dato il là ad una feroce polemica tra alcuni giornali italiani e lo Spiegel, giornale, nella cui sezione on-line è apparso il pezzo a firma di un oscuro commentatore.
Polemica secondo noi eccessiva, che stamani vedrà ilGiornale uscire con il titolo: A noi Schettino, a voi Auschwitz. Ovviamente, come non si può desumere il carattere italiano dal comportamento di un singolo individuo, neanche si può reagire alle parole di un Tedesco, come fossero quelle di un intero popolo.
Del resto, il giornalista ha ragione, quando dice che i popoli europei sono differenti, e che ogni popolazione ha una propria peculiarità caratteriale e biologica.
Solo un folle può negare tale evidenza. E tenerli insieme nella prigione chiamata Euro, è, secono noi, non solo un errore economico, ma anche un delitto culturale.
Ovviamente, il commentatore scrive il tutto usando come metafora dell’inaffidabilità economica italiana, il comportamento di Schettino e dipingendo la Germania come vittima sacrificale delle nazioni “latine” sperperatrici di denaro. Ma, a parte il fatto che non è questo il caso dell’Italia, semmai lo sarebbe di Spagna e Grecia, l’origine della crisi non è colpa di questi due paesi, ma da ricercarsi semmai in Germania e nella politica monetaria della Bce fatta su misura per i Tedeschi.
Per essere chiari: la crisi dell’Euro è figlia dei bassi interessi tenuti a inizio anni ’90 per salvare una Germania moribonda, è questa politica che ha reso le economie degli altri paesi europei non più competitive. E questo, in Germania, non lo comprendono solo per l’innata sensazione teutonica di essere sempre le vittime di altrui macchinazioni. Sensazione che, in accordo con le tesi sui “caratteri nazionali” descritta dallo Spiegel, è parte fondante dell’animo tedesco.
Dispiace solo che, ancora una volta, fin dai tempi di Aquae Sextiae, i Tedeschi tradiscano un malcelato senso di inferiorià nei nostri confronti. Un sentimento che traspare nelle diverse occasioni in cui, prende la forma di commenti sprezzanti che solo un’insicurezza latente può generare.
Ad un giornalista italiano, non verrebbe mai in mente, di attribuire alla leggendaria attitudine tedesca a non pensare con la propria testa e ad obbedire a qualsiasi ordine provenga da una “divisa”, il fatto che la maggior parte dei morti della Costa Concordia sia di nazionalità germanica. E anche se gli venisse in mente, non lo scriverebbe, perché non ha la sensazione di “dover dimostrare” qualcosa. Sensazione che invece, per motivi psicostorici, hanno i Tedeschi.
Sarebbe ampiamente limitato, ricordare al giornalista dello Spiegel la nazionalità di Cristoforo Colombo e quella del Comandante del Titanic; sarebbe sciocco e inutile, iniziare una polemica astrusa con chi pensa di essere la vittima, e invece è il carnefice. E soprattutto, è sbagliato polemizzare con un popolo, per le idee di un singolo individuo.

2 Comments

  1. alfredo morosetti gennaio 27, 2012 4:44 pm  Rispondi

    Gli Italiani comandavano duemila anni fa. Ridicolo, l’ignoranza degli italiani non ha limiti. Forse l’esimio scrittore intendeva i Romani.Ma i Romani nulla hanno a che fare con gli italiani. La razza latina è scomparsa da oltre 1500 anni. La Sicilia, duemila anni fa, era l’isola degli schiavi. In pratica una serie di piantagioni di grano coltivate da schiavi da ogni parte del Mediterraneo. Poi furono conquistati dagli arabi. Cosa abbia a che fare un siciliano con un latino è un mistero. I Sardi una razza a parte disprezzata dai latini perché selvaggia. I Napoletani erano per lo più greci e schiavi nelle grandi villae. Per il resto, al nord gli antichi Celti si fusero con i Goti e i Longobardi. Da ricordare per chi, per ignoranza, non lo sapesse, quando i Longobardi entrarono in Italia eliminarono fisicamente quello che restava della antica classe senatoria di origini gallo/romane. Lasciarono in vita solo gli schiavi e e liberti, per lo più di origini celte e germaniche.

    • admin
      admin gennaio 30, 2012 1:53 am  Rispondi

      L’accusa di “ignoranza” semmai in questo caso, andrebbe rivolta ai Tedeschi, vista la nazionalità del giornalista. Ma in realtà non è scorretto mettere in diretta linea di discendenza i Romani, o meglio dire gli Italici, con gli Italiani moderni, visto che vi è una linea ininterrota tra le popolazioni italiche di quel tempo e quelle attuali.
      Faremo un post con un interessante ricerca genetica, ma già storicamente il suo commento cade in diversi errori: la Sicilia era abitata principalmente da Sicani, ovvero un popolo italico vicino ai Latini, e da Greci indoeuropei.
      La zona della Campania ha una storia simile, con popolazioni autoctone vicine ai Latini.
      Le invasioni avvenute dopo il crollo dell’Impero sono geneticamente inconsistenti, sia al nord che al sud. Le popolazioni odierne sono, in grande parte, le dirette discendenti di quelle del periodo pre-romano, a parte gli Etruschi geneticamente estinti. Anche la popolazione celta è stata profondamente decimata dalle guerre di espansione latino-romane.

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