I vantaggi biologici dell’Intolleranza

(ANSA) – ROMA – Nonostante sia il piu’ ‘vituperato’ tra i sentimenti, il disgusto e’ il piu’ importante, perche’ salva la vita intervenendo in ogni ambito sociale. All’argomento sono stati dedicati un numero speciale di The Philosophical Transactions of the Royal Society B. Oltre ad essere il meccanismo scelto dall’evoluzione per evitare il contatto con germi e batteri studi recenti hanno scoperto che chi ha idee politiche conservatrici e’ piu’ suscettibile al disgusto di chi e’ liberale.

Naturalmente, con idee “conservatrici” e “liberali”, ci si riferisce non, a partiti, ma in un senso più ampio, all’atteggiamento che si ha rispetto all’esistenza.
Il “disgusto”, o meglio la “tolleranza che si ha rispetto a ciò che non ci piace”, è, come la paura, un elemento fondamentale della nostra evoluzione: anzi, è stato l’elemento decisivo nella nostra cavalcata evolutiva.
Senza la paura e “l’intolleranza”, soprattuto quest’ultima. caratteristica fondamentale dell’Homo Sapiens, non saremmo mai sopravvissuti all’ambiente ancestrale dei nostri progenitori: è logico supporre che la pressione evolutiva abbia “eliminato” quelli tra loro che erano meno capaci di riconoscere i pericoli dell’ambiente circostante, quelli che oggi definiremmo di “più ampie vedute”. I più accoglienti verso individui esterni.
L’essere vivente infatti, si “eterna” nell’eredità genetica che passa ai propri discendenti, ed è per questo che è naturale privilegiare i propri figli rispetto ai figli degli altri, e, in misura concentrica, chi ha con noi una condivisione genetica rispetto a chi, invece, non ne ha alcuna. Per questo è non solo naturale, ma vantaggiosa in termini evolutivi, la preferenza etnica nelle scelte. Aiutare chi condivide parte del nostro patrimonio genetico (termine scientificamente non preciso ma rende l’idea), facilitarne la sopravvivenza rispetto al “diverso”, permette ai nostri geni di sopravviverci, e a noi di non scomparire nell’oblio.
La xenofilia è infatti una malattia prettamente moderna, e profondamente innaturale , frutto di una perversione della psicologia umana: una sorta di transfer che trasferisce il “senso di colpa” ancestrale, nell’odio verso se stessi e quindi, nel “desiderio” di autoannientamento di sé e della propria progenie. Nonché, nel sentimento masochista si “facilitare la progenie altrui”.
Ne sono esempio l’aborto e le pratiche contraccettive estreme in un verso, l’immigrazione e le facilitazioni economiche(welfare state, Ius soli) agli immigrati nell’altro.
Tutto questo, fa dell’etnonazionalismo l’unica teoria politica che, affonda le proprie radici nella natura stessa dell’esistenza e l’unico comportamento biologicamente retto. A differenza del nazionalismo culturale, che si basa su mere preferenze storiche e quindi “temporanee”, l’etnonazionalismo è, infatti, ontologicamente parte della natura. Quindi, immutabile.
Dal punto di vista evolutivo, è comunque sorprendente l’esistenza attuale della xenofilia come tendenza umana. Lo è per quello che abbiamo detto prima, la “xenofilia” essendo “biologicamente svantaggiosa” non sarebbe dovuta sopravvivere come eredità genetica.
A questo, risponderanno in un post successivo, il Cro-Magnon e il rimpicciolimento del nostro cervello.

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