Partito Islamico Olandese: addio terra dei mulini a vento…

Il partito musulmano olandese ha annunciato un piano per entrare nel Parlamento olandese. Il partito ha già dei seggi nei governi regionali di Amsterdam, Rotterdam e altre città olandesi.

Partij Voor Moslim Nederland (Partito per un’Olanda Islamica), è il suo nome, quando non si riferisce a se stesso come il Partito Musulmano Olandese (notare le forti differenze di significato).
Ferocemente anti-gay, spera di prendere parte alle elezioni parlamentari nel 2015.

  • Ecco la sua piattaforma elettorale:
    Criminalizzazione della blasfemia contro il Profeta.
    Limitazione della libertà d’espressione: un discorso che può essere visto come offensivo o offensivo per motivi religiosi sarà perseguito.
    Il danno o la distruzione dei testi sacri islamici criminalizzato dalla legge.
    Il partito deve essere basata sul principio islamico della Shura.
    Devono essere ritirate tutte le truppe dall’Iraq e Afghanistan.
    La Turchia deve essere immediatamente un membro dell’Unione europea.
    Il sostegno a Israele deve essere fermato.
    Nessun limite per “l’importazione” di donne come spose per i musulmani olandesi.

Siamo a questo punto.
Questo accade, quando un paese applica la libertà, ad individui che non la meritano e che vogliono usarla per distruggere la società che li ospita, per poi eliminarla.
L’Islam non è una religione, è una “dichiarazione di guerra” a chiunque non sia Islamico: e alla guerra, non si risponde porgendo porgendo l’altra guancia, si risponde, sguainando la spada della propria identità.
L’Olanda è noi tra vent’anni o forse meno, se non blocchiamo l’orda islamica che irrompe quotidianamente dalle nostre porte spalancate.
Leggi suicide come lo Ius Soli applicate in Olanda, sono il grimaldello con il quale l’immigrazione, tutta l’immigrazione e in particolare quella islamica, cerca di scardinare la nostra società.
E tra i maggiori “sponsor” della società multietnica, tra i maggiorni “innamorati” e difensori dell’immigrazione islamica, troviamo quelli che più di tutti, dovrebbero temerla: gli “omosessuali organizzati”. Odiano noi, perché non approviamo la loro ostentazione becera e volgare, mentre invitano in Europa i loro futuri impiccatori.
Cosa è, questo, se non un desiderio autolesionista di autodistruzione che andrebbe indagato in ambito psichiatrico e che contraddistingue, motivo per il quale non vogliamo gay in politica, l’individuo omosessuale?
E in questo tentativo, trovano aiuto in novelli erode sempre pronti nell’offrire in sacrificio alla società multietnica, il futuro dei loro figli su un piatto d’argento.

L’Olanda è quasi perduta, l’Inghilterra anche. La Francia è sulla “buona” strada.
Chiudere le porte, tirare su i ponti levatoi. E prepararsi alla battaglia imminente.

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