Parole e musica di Mons.Crociata, segretario generale della Cei.
Crociata: “accogliere gli immigrati è investire sul futuro. Come Chiesa – ha concluso – fedeli al mandato di Cristo Euntes curate infirmos, riprendiamoci il compito di educare all’ospitalità e alla cura, condizioni ir-rinunciabili di una cittadinanza inclusiva e di vera giustizia sociale, nonchè vie efficaci di evange-lizzazione”.[nbnote ]http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/crociata-accogliere-immigrati-investire-sul-futuro.aspx[/nbnote]
Vi siete mai chiesti, dove sono i campi nomadi che la Chiesa ospita al Vaticano, i centri per profughi, le case per i “migranti” e quelle d’accoglienza?
Bè, non chiedetevelo, perché non ne esistono.
Loro, quelli della Cei, predicano accoglienza, ma a casa degli altri, mica nei loro palazzi dorati. Mica nei loro lettoni profumati.
Loro, quelli della Cei, i bei Vescovoni in sottanone rosso vergogna, annunciano ai quattro venti il mito dell’apertura al diverso, ma questo vale per gli altri. Non vale per loro.
Ogni volta che un immigrato si accampa in qualche piazza italiana, subito, la Caritas accorre con le sue tende deluxe, e subito il Vescovo di turno si erge a protettore dell’occupante. Ebbene, anche questo, va bene per gli altri, non va bene per loro:
ROMA – La protesta era iniziata nella mattinata di sabato in modo pacifico: diverse decine di indignados di diversi paesi (molti gli spagnoli) si erano riuniti davanti alla basilica di San Pietro. Uno di loro si era arrampicato sull’Albero di Natale, vicino all’obelisco, altri avevano piantato delle tende colorate. Volevo accamaprsi nella piazza, ma sono stati sgombrati con la forza. Tafferugli con le forze dell’ordine e 3 fermati.[nbnote ]http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_gennaio_14/indignadios-san-pietro-scontri-1902864405717.shtml[/nbnote]
Nessuna simpatia, per chi protesta in modo stravagante, e irrispettoso di una piazza che è esempio della nostra arte e cultura; ma quante volte, gli stessi che oggi hanno celermente sgomberato la piazza e richiesto l’intervento degli agenti per farlo in maniera spiccia; quante volte, gli stessi xenofili si sono sentiti in dovere di imporre ad altre piazze, ad altri luoghi e alla pazienza degli Italiani, lo scempio e il degrado di occupazioni manu militari di immigrati?
E’ facile e molto poco cristiano, imporre le proprie bizzarre e innaturali idee di accoglienza agli altri, quando non si è pronti a dare l’esempio.
E non danno l’esempio, perché loro non vogliono il degrado sotto le loro finestre, non vogliono Zingari accampati nelle loro piazze e non vogliono venditori di cianfrusaglie davanti alle loro porte. E non li vogliono, perché amano gli immigrati solo nella loro “fantasia”, solo “idealmente”, non nella pratica quotidiana.
Nella pratica, vivono in palazzi dorati e lettoni profumati, senza “migranti”. Che sono lontani, molto lontani.
Noi, chiediamo solo di poter vivere allo stesso modo, anche senza palazzi dorati e lettoni profumati.
L’importante, è che gli immigrati siano lontani. Molto lontani.
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