Drogati che sostano di notte davanti a negozi di immigrati, barboni che trovano rifugio in centri commerciali eternamente aperti e tassisti pakistani che bighellonano davanti alle stazioni, alternando una corsa low-cost allo spaccio di droga: benvenuti nell’Italia delle “liberalizzazioni”.
Parrucchieri cinesi low-cost, tassisti low-cost, alimentari cinesi low cost: moriremo di low-cost. Perché sparirà un intero tessuto sociale, fagocitato dai due estremi: in alto, dalle multinazionali e in basso dagli immigrati. Si chiama “Top-Down”, termine coniato negli Usa, per definire la nuova convergenza di interessi tra super-ricchi e immigrati; convergenza che, inutile ripeterlo, schiaccerà chi si trova nel mezzo: noi.
Le liberalizzazioni, vengono propagandate come portatrici di “concorrenza” e quindi vantaggi per i consumatori: è falso. Questo sarebbe vero, se le liberalizzazioni venissero applicate ai grandi gruppi monopolisti o a professioni come i Notai e non, alle piccole aziende familiari o alle piccole professioni.
Oltretutto il mito del “consumatore”, è sciocco: non esiste il “consumatore” integrale, perché chi consuma, è anche colui che lavora: e prezzi “low-cost” porteranno, lo stanno già facendo, a stipendi “low-cost”.
La soluzione alla Globalizzazione, non è, accettare di mettersi sullo stesso piano degli schiavi cinesi: è, imporre dazi alle merci cinesi.
Vogliono un Paese con regole del lavoro coreane, pensioni polacche, tassisti americani e stipendi cinesi.
Chi è a favore delle liberalizzazioni, o non le ha capite, o è un criminale. Monti e’ un criminale.