I Feticisti

Quanta stupidità intorno al “feticcio” dell’articolo 18.
Esiste in Italia, una categoria di persone che si dichiarano “difensori dei lavoratori”. In realtà alle Camusso, ai Vendola e ai Bersani dei lavoratori non importa assolutamente nulla; altrimenti avrebbero lottato strenuamente contro l’avvento di Mario “The Butcher” Monti da Goldman Sachs a Palazzo Chigi.
Avrebbero fatto fuoco e fiamme contro l’innalzamento istantaneo dell’età pensionabile, il taglio delle pensioni e il ritorno in grande stile dell’Ici. Non hanno alzato un dito.
Questi signori, hanno però un feticcio: l’articolo 18. Quell’articolo che impedisce il licenziamento di un dipendente assunto a tempo indeterminato.
Perché è un feticcio? Perché è inutile in un sistema dominato dalla Globalizzazione e dalla libera circolazione delle merci.
Mettiamo di essere la Fiat e di fregarcene dell’Italia, mettiamo che in Italia ci sia l’articolo 18. Mettiamo poi che non vi sia alcuna politica protezionista, ovvero produrre all’estero ed esportare in Italia è uguale a produrre in Italia e vendere direttamente, cosa fareste? Bè, si può andare in Cina, produrre a 1 invece che a 10, non avere vincoli di licenziamento né ambientali e poi esportare in Italia e in tutto l’Occidente. Ma non occorre andare tanto lontano, basta andare dieci metri oltre il confine friulano e produrre in Slovenia dove non esiste l’articolo sopradetto, o fare qualche kilometro e fuggire fino in Romania. Ecco perché siamo al cospetto di “feticisti”: perché non si può essere fanatici della Globalizzazione, come sono oggi i Sindacati, e al contempo voler mantenere una linea di contrasto ai licenziamenti. E’ ridicolo.
Una multinazionale non fa altro che attraversare il confine.
Per usare una metafora, è come se, avendo eliminati gli argini di un fiume in preda a fanatismo, si volesse poi impedire l’alluvione svuotando la piena con un cucchiaino. No, la soluzione è innalzare nuovi argini.
La soluzione, è un serio e modulato protezionismo economico che protegga i lavoratori italiani dalla concorrenza sleale degli schiavi orientali.

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