I “poteri” puntano al Cremlino, obbiettivo della nuova “rivoluzione colorata” eterodiretta.
Giorni fa, la Clinton ha, senza vergogna criticato le elezioni russe come viziate da brogli: da che pulpito, per un paese dove l’attuale presidente ha “comprato” la presidenza, attraverso il finanziamento di un miliardo di dollari da parte dell’establishment finanziario. Un paese nel quale se non hai chi ti paga, e quindi “controlla”, non vieni eletto neanche come capoclasse.
C’è uno strano pensiero che ci sfarfalla nella mente: Gheddafi-Berlusconi-Putin, cosa lega questi tre personaggi? Il Gas.
La strategia berlusconiana, carente in altri campi, era molto interessante sul piano dell’approvvigionamento energetico, che è il vero “campo di battaglia” del futuro. Attraverso quello che è per l’Italia una sorta di “forza armata”(ancora per quanto?), l’Eni, il governo aveva stretto accordi strategici fondamentali con la Libia a sud e la Russia attraverso il gasdotto Southstream. Questo gasdotto, è stato da subito nel mirino degli Americani e della Ue, per due motivi: primo, collegava la Russia all’Europa; secondo, bypassava il progetto concorrente (Nabucco) rendendo inutili gli alleati degli Usa in funzione anti-russa che ne ospiteranno il percorso.
Insomma, siamo difronte all’ultima tessera del domino?
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Chi c’è dietro le rivoluzioni colorate? Chi vuole rovesciare Putin e papparsi la Russia? Ovviamente gli ex-oligarchi riparati a Londra e in Israele, quelli che si erano appropriati in modo truffaldino delle industrie statali al crollo sovietico e ch Putin ha cacciato o incarcerato. E ci sono i loro alleati, le multinazionali con il dente avvelenato che vogliono il “gas” e Gazprom; c’è l’immancabile OpenSociety di Soros e tutti i falsi profeti che parlano di Democrazia per gli altri senza praticarla a casa loro.
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La politica americana sulla Russia è demenziale e desolatamente fuori tempo, continua ad essere sintonizzata su un periodo storico ormai concluso che questi atteggiamenti rischiano di far tornare attuale. Sempre che l’obbiettivo dell’apparato “militare-industriale” non sia proprio quello di una nuova corsa agli armamenti con la Russa, corsa che arricchirebbe un settore, quello militare, in crisi.
Se in questa fase, con il crollo vicino dell’Euro e la depressione economica; con l’imminente attacco all’Iran dalle imprevedibili conseguenze; i “poteri” tenteranno, come pare, di destabilizzare anche la Russia, allora significa che vogliono il Caos. Significa che sono: o disperati, o stupidi.