SCHENGEN: Il Cimitero dei Popoli

E’ sufficente osservare il monumento che “celebra” l’accordo di Schengen, per comprendere l’intima natura di questo trattato. In chi concepisce certe costruzioni, c’è infatti quasi un inconscio senso della realtà, o qualcosa di simile al pudore di non poter mentire, che lo costringe a descrivere l’oggetto della propria opera per quel che veramente è: e in questo caso, il “memento” a Schengen cosa pare, se non il funereo cimitero delle Nazioni che vi hanno aderito?

E proprio questo è il trattato di libera circolazione: il tentativo di sotterrare secoli di Storia e libera espressione dei Popoli europei, l’assurda “hybris” di voler abbattere con la legge, ciò che la Natura ha eretto nel tempo.

Come in tutti gli avvenimenti umani, vi sono delle vittime e dei profittatori.Le vittime sono i deboli i poveri e gli onesti, i profittatori sono coloro che traggono vantaggio dalla libera circolazione di uomini denaro e merci.

Ecco che abbiamo il trafficante di cuccioli della Romania che prima non avrebbe potuto portare a Milano un cane del valore a Bucarest di 100€ e rivenderlo a 1000€, per il semplice fatto che i confini nazionali da traversare con relative dogane, sarebbero stati troppi per non essere scoperto.

Oggi, invece, non esiste alcuna frontiera, e il sogno “liberal-liberista” è l’incubo delle persone normali. Oggi il trafficante di cuccioli non ha più nessuno che può bloccarlo;  e neanche il suo amico trafficante di droga deve rischiare il carcere attraversando dei confini che non ci sono più; né devono temere controlli il rapinatore transfrontaliero che parte da Bucarest, semina terrore a Roma e poi torna in Romania; né il suo compagno stupratore, libero di farsi una gita-stupro in Italia. E cosa dire del lavoratore a basso costo che fa per 1, quello che un giovane italiano farebbe per 5, solo perché poi torna in Romania dove la vita costa un decimo rispetto all’Italia?

La Ue è il sogno dei delinquenti: siano essi farabutti finanziari, spacciatori o assassini. Perché la libertà senza controlli è l’inferno dei deboli.

 


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