L’Alta Corte brasileira non concede l’estradizione di Cesare Battisti.L’Italia è un paese che, evidentemente, secondo lo stato brasiliano, non rispetta gli elementari diritti dell’individuo.
Ma se è vero, se l’Italia è pericolosa e alla stregua dello Zimbabwe, come potete permettere, voi politici brasiliani, che i vostri concittadini vengano qui a correre tali rischi? Come permettere che tutti quei vostri bravi ragazzi in tanga battano i nostri marciapiedi?
E a maggior ragione, noi, noi che non rispettiamo i diritti umani, non siamo degni di concedere Asilo agli Africani dei barconi: via, via da questo paese irrispettoso e insicuro!
Il nostro Governo, è tempo agisca: basta avvocati, cavilli e tortuose richieste legali.
Se il Brasile ritiene l’Italia non degna dell’estradizione di un delinquente da quattro soldi, allora il Brasile non è più uno stato amico e va trattato di conseguenza: ci saranno dei costi? La dignità di un Popolo ha un valore maggiore, la giustizia ha un valore maggiore.
Si imponga un aut-aut al governo di mulattolandia: consegnateci il prigioniero, o subirete le conseguenze della vostra scelta. Alla risposta negativa, si ritiri l’ambasciatore, si dichiari il loro, persona non grata, e si straccino tutti i trattati in vigore.Si dichiari poi illeggittima la presenza sul territorio nazionale di tutti i cittadini brasiliani: meno viados, puttane, ballerine e foche giocoliere.
Domani analizzeremo le implicazioni: i pro e i contro economici e sociali, stasera resta il disgusto per un paese. Lontano, non solo geograficamente.