Mors tua, Vita mea

Siamo qui a commentare l’ennesima morte inutile in Afghanistan. Ma da questa morte si può trarre un insegnamento importante, la differenza tra Noi e Loro.

Il soldato spara, e poi soccorre l’aggressore, gli hanno insegnato questo, ma l’Afghano spara per uccidere, perché è nato e vissuto nella guerra, e in guerra non c’è tempo per la “pietà”. Non c’è tempo in guerra per chiedersi se l’altro è buono o cattivo: è una legge di sopravvivenza.

E invece noi andiamo a fare la guerra come se fosse una battuta di caccia tra gentiluomini, noi li soccorriamo e non è casualità, noi soccorriamo anche chi ci vuole invadere: andiamo a prenderli in mezzo al mare per portarli sotto casa nostra, e se affogano, se il mare richiama le loro vite, sembra quasi colpa, non loro, ma nostra.

E’ questo il declino morale dell’Occidente, l’aver dimenticato l’Amore verso se stessi, verso la propria terra e la propria gente: e loro lo sanno. Sanno che andremo a prenderli, conoscono la nostra debolezza, e la sfruttano per i loro scopi.

E allora, è tempo che una nuova stirpe di Patrioti ricordi chi eravamo e chi dobbiamo tornare ad essere. Non è più tempo di avere pietà per il Nemico, il nemico uccide e sfrutta la nostra sensibilità contro di noi: uccidi per primo, uccidi due volte.

Primum vivere, deinde philosophari.

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