Le minchiate di Napolitano

In un pomeriggio bagnato di Giugno, si è improvvisamente svegliato Napolitano: ce lo ricordavamo intento poche settimane fa a premere sul Governo perché appoggiasse l’intervento, ovvero i bombardamenti, della Nato in Libia, voluti dalla cricca di cui fa parte.
Oggi, il Nostro, “sconvolto” da un articolo del Corrierino, dice che non si può “restare inermi” difronte alla morte dei clandestini, che lui chiama erroneamente profughi, in acque tunisine.
Caro Presidente, è stato lei a volere la guerra in Libia, lei a volere i bombardamenti e oggi, lei che è il responsabile morale di quei morti in fondo al mare, viene a fare la ramanzina a noi, che quella guerra non l’abbiamo voluta e che i clandestini non li faremmo nemmeno partire.
Lei che dalle stanze dorate del Quirinale parla di “migranti”, è come Berlusconi che parla di castità.
Le diciamo quello che nessun politico e giornalista avrebbe mai il coraggio di dirle, visto che in fondo appartenete tutti allo stesso mondo marcio e in via di decomposizione: spenga la luce, e torni a dormire.

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