Vendola è una “signorina” con “turbe psichiche”?

Una “signorina”, alle prese con “turbe psichiche”. Il doppio insulto, veicolato da facebook, ha un destinatario – il governatore della Puglia, Nichi Vendola – e una firma, quella dell’assessore pdl al Traffico e alla mobilita’ di Lecce, Giuseppe Ripa.

Queste dichiarazioni hanno scatenato la solita canea omofila, contro il “cattivo” di turno.
Come sempre, noi siamo dall’altra parte della barricata, quella dei “cattivi”, e quindi ci schieriamo dalla parte del malcapitato assessore che ha osato esprimere un’opinione ampiamente condivisa, ma taciuta dagli ipocriti.
Ora, il primo, chiamiamolo “epiteto”, non può essere considerato offensivo, visto che lo stesso Vendola, ma può sempre smentire, dichiara di convivere con un maschione e di essere l’elemento passivo del duo. Quindi, ci pare che la definizione di “signorina”, calzi bene alla Governatrice al Governatore Vendola.
L’altra affermazione, quella di turbe psichiche, è invece da analizzare.
L’assessore non si è inventato nulla, l’omosessualità era definita come “turba psichica”, nella famosa lista ufficiale delle malattie psichiatriche, fino a pochi anni fa. E la sua eliminazione, non è avvenuta, come ogni psichiatra sa, per motivi scientifici, ma solo per “insostenibili” pressioni politiche: ovvero, le lobbies omosessuali, spinte da generosi finanziamenti di Globalisti interessati a “disgregare il tessuto sociale”, e aiutate dall’indifferenza generatasi nella società dal fenomeno consumista, ne imposero la cancellazione.
Quindi, si, l’omosessualità non è la normalità ed è un elemento che, pur essendo in taluni casi, naturale, non è “giusto”, ed esula dalla norma.
Personalmente riteniamo vi siano, sia una forma derivante da trauma psichiatrico, sia un’altra per così dire “innata”, perché connaturata all’individuo.
Nel primo caso è da curare, nel secondo, da rispettare individualmente, senza bizzarri riconoscimenti pubblici. E consapevoli che non è la norma, ma un errore della natura.
E poi basta con questa malattia anglosassone del “politically correct”, basta con l’ipocrisia del dover tacere i propri pensieri.
La società multiculturale è una prigione, perché impone il silenzio ai gruppi che la compongono: altrimenti uno di questi può offendersi del pensiero altrui.
La cosa più divertente è vedere che il “gruppuscolo” omosessuale, tanto in agitazione per delle parole, è poi tra i più attivi nel propagandare la società multietnica e l’arrivo di immigrati islamici. Come l’impiccato che invoca l’arrivo del Boia.

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