Purtroppo per i media, erano Maghrebini

Sono Maghrebini, probabilmente Tunisini, i freddi esecutori dell’assassinio dei due Cinesi avvenuto a Roma. E non poteva essere altrimenti, visto lo spregio con il quale è stato commesso.
Non poteva essere altrimenti, anche perché più del 90% degli omicidi di strada ha per protagonisti immigrati, molto spesso extracomunitari africani.
Era quindi evidente dopo l’uscita della notizia, che vi erano più del 90% di probabilità che i misteriosi assassini fossero stranieri.
Evidente, ma non per i pennivendoli e i professionisti della “xenofilia” che speravano, ardentemente speravano, vi fossero implicati degli Italiani. Lo speravano così da poter imbastire, come in parte hanno già fatto, l’ennesimo processo agli Italiani e l’ennesima “santificazione” del “povero immigrato”.
Invece dovranno riporre le loro fiaccole ammuffite.
Per alcuni giorni, ci siamo dovuto sorbire il solito qualunquismo xenofilo, ci siamo dovute sorbire le stravaganti proteste del governo cinese, lo stesso governo che massacra un popolo, quello tibetano; lo stesso governo al quale nulla frega, delle “tonnellate” di Cinesi che muoiono ogni mese nelle sue miniere di carbone.
Sono morti due Cinesi, ma la morte non rende innocente chi non lo è. La morte non cancella lo scempio che i Cinesi fanno ogni giorno delle nostre città con la loro presenza, e con lo spregio delle regole.
Dobbiamo ancora scoprire da dove venissero le migliaia di Euro della “borsetta”. E’ evidente che provengano da loschi traffici. E’ evidente, come non possano essere frutto di “lavoro”.
Si sono lette molte sciocchezze in questi giorni, soprattutto al riguardo dei Cinesi: non sono vittime della criminalità, sono i protagonisti del disagio che attanaglia le nostre città. E se rimangono vittime di rapine da parte di altri immigrati, è per il degrado che hanno contribuito a creare.
La società multietnica genera conflitto, come si evince dagli studi del sociologo americano Putnam: l’aumento della diversità etnica, porta alla polverizzazione del tessuto sociale e all’aumento del crimine.
Ne abbiamo i primi assaggi, facciamo in modo siano gli ultimi.
L’unica soluzione non è, militarizzare le città. Perché l’origine del crimine non è in tutta la società, ma solo nella sua componente immigrata. Ecco che l’unico, e il più “chirurgico”, modo di combatterla e limitarla, è fermare l’immigrazione e rimpatriare il maggior numero di immigrati possibile.
La società multietnica, è solo un cimitero immenso di uomini, idee e culture.

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