
L’Ungheria è l’epicentro di un interessante “esperimento” politico. Il Parlamento ungherese ha deciso di mettere la Banca centrale del paese sotto “l’ombrello” della Politica, ovvero sotto il diretto controllo democratico:
Il Parlamento ungherese ha approvato oggi una nuova legge sulla banca centrale del Paese che, secondo l’Unione europea e il Fondo monetario internazionale, mette a rischio l’indipendenza dell’istituto.
La legge è passata con 293 voti favorevoli e quattro contrari sui 386 totali del Parlamento, secondo il sito Web del Parlamento.
I socialisti all’opposizione e il partito liberale Lmp non hanno partecipato al voto.
La legge ha rappresentato un punto critico nei colloqui informali di inizio mese con l’Fmi e l’Ue.
Il primo ministro Viktor Orban ha respinto una richiesta dell’Ue di ritirare la legge e ha anche precisato che non avrebbe preso ordini da Bruxelles.
La Bce ha chiesto al governo di riconsiderare l’aumento dei componenti del Consiglio monetario e il numero dei vice-governatori una mossa che, secondo la Banca Centrale Europea, consentirebbe un’influenza indebita del governo sulla politica della banca centrale ungherese.
Questa semplice e rivoluzionaria (nel mondo dei Banchieri) decisione, ha messo in allarme e scatenato le veementi proteste dell’élite finanziaria e degli eurofanatici ertisi a falsi paladini della democrazia.
Per loro infatti, democrazia non è potere del Popolo ma totale “irresponsabilità” delle Banche davanti al popolo e ai propri rappresentanti.
Diciamo subito che, non ostante il truffaldino nominarle “Banca d’Italia Banca di Francia etc…etc…”, le banche centrali del mondo occidentale non sono dello Stato e quindi del popolo, ma di proprietà di altre banche private. Le banche centrali quindi, hanno tutte le prerogative sovrane di una banca nazionale, come l’emissione di moneta, ma non ne hanno i doveri. Non rispondono infatti ad alcun organo politico ma solo a se stesse.
Questo, gli eurofanatici liberisti e comunisti chiamano “democrazia”. E ogni minaccia ad un tale “privilegio” e a questa “irresponsabilità”, viene da loro definito come “attentato alla democrazia”.
Ora, che gli illegittimi burocrati di Bruxelles si ergano a paladini della democrazia, loro che hanno “commissariato” due Stati europei e impedito lo svolgimento di libere elezioni, è piuttosto ridicolo e bizzarro.
L’Ungheria non ha fatto altro che riportare il diritto sovrano di battere moneta, nell’alveo del controllo democratico. Questa è Democrazia. Quella delle banche centrali libere e indipendenti da qualsiasi controllo politico è, invece, Plutocrazia. E’ il governo di Mammona.
Sentiremo presto parlare di “manifestanti democratici a Budapest” e di “rivoluzione colorata”: tutta la potenza di fuoco dell’oligarchia globalista sta per scaraventarsi sull’Ungheria.
I Soros e i Rotschild non possono permettere che qualcuno svegli i popoli dormienti e che altri prendano esempio: i ribelli saranno accerchiati e colpiti dal potere finanziario. E saranno colpiti molto duramente.
Vedremo una riedizione in salsa eurofila della repressione del ’56, non sarà più la volta dei carri armati sovietici. No, stavolta a Budapest caleranno i killers in doppiopetto della finanza mondiale. E anche stavolta, Napolitano sarà dalla parte sbagliata.
Dio protegga l’Ungheria dai servi delle Banche. Dio protegga l’Ungheria dagli Eurofanatici.