Cosa hanno in comune Nigeria, Iraq e Francia

Negli ultimi giorni abbiamo avuto diverse manifestazioni della instabilità intrinseca delle società non etnicamente omogenee.

Oggi, giorno di Natale 2011, abbiamo l’ennesima dimostrazione di come la multietnicità multireligiosità e multiculturalismo siano essenzialmente, delle santabarbare pronte ad esplodere.

In Iraq, scappati gli Americani, le differenze che covavano sotto la cenere della guerra e sotto il tallone di ferro dell’occupazione Usa, tornano a galla sotto forma di attentati e assassinii interreligiosi.

In Francia, società portata ad esempio come culla del futuro “melting pot” europeo, si devono approvare delle leggi per imporre una visione comune della Storia, che altrimenti non esiste: come possono etnice differenti avere una Storia ed un pensiero comune su di essa? Solo imponendolo. Solo imposto da uno Stato pervasivo e anti-democratico: non esiste infati alcun paese che sia al tempo stesso “multietnico” e democratico.

Oggi, infine, l’espressione forse più violenta, non a caso in Africa e non a caso per mano dell’Islam, della realtà multietnica e multireligiosa: decine di morti per attacchi alle Chiese cristiane in Nigeria.

Davanti a tutto questo, una classe dirigente con una minima consapevolezza della realtà, cercherebbe di non importare instabilità nelle proprie società e farebbe di tutto per evitare un “melting pot” che è solo foriero di drammi e tragedie. Ma in Europa, i consapevoli, vengono definiti: “estremisti”. I pazzi, sono invece al potere.

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