Dopo i nani, le ballerine: Carfagna vuole fare il premier

Ormai se ne sentono di tutti i colori, tra sondaggioni burla e autoproclamazioni d’indipendenza per pochi intimi, non poteva mancare lei, miss pari opportunità, l’ex(?) soubrette Carfagna.
Il Paese la vuole e la invoca a gran voce. Gli operai nelle fabbriche hanno indetto riunioni spontanee per mostrare la loro adesione, i disoccupati già sentono che un lavoro è prossimo. E pare che anche Francesco le abbia telefonato.

Sembra che anche Renzi, di solito così attaccato alle poltrone abbia detto “Se c’è Mara, allora mi faccio da parte”. E’ un coro unanime per lei, che entrata al ministero della Pari Opportunità come protettrice della famiglia, finì la sua corsa lingua in bocca con quelli dell’arcigay, una delle tante giravolte culturali per chi, la cultura, l’ha solo annusata.

Quando un personaggio come la Carfagna ha l’ardire di ‘candidarsi’ a guidare il tuo Paese, vuol dire che il tuo Paese è messo male. Molto male. Del resto, più giù di Renzi, chi potrebbe esserci?

La realtà è che la classe politica, ma tutta la classe dirigente, è pessima. In una sorta di società anti-platonica, sono i peggiori che fanno politica, perché questa è diventata il modo con il quale i mediocri e gli arrivisti perseguono i loro vizi. Basti pensare che l’incarnazione attuale è Renzi, un uomo il cui unico scopo da quando è in politica – praticamente da sempre – è stato solo quello di salire più gradini possibile nella scala sociale. Non per portare avanti un’idea. Non per difendere un ideale: solo per Matteo. L’unica cosa che interessa a Renzi.

Per questo è importante impegnarsi in prima persona. Per non lasciare l’Italia a questa teoria di nani e ballerine.

5 Comments

  1. arden marzo 24, 2014 10:51 pm  Rispondi

    L’Italia è commissariata di fatto, tramite Napolitano, il resto è spettacolo. Tutti in ansia perché Il Front Nationale è al 4,5%… Ah, il populismo! Sai che fifa! L’Italia sarà all’1,1 di crescita nel 2015; la Grecia la 2,5%. Dopo essere stata ridotta al lumicino anche per colpa, se non era dolo, di quel prof. americano che aveva sbagliato il calcolo dell’impatto che le politiche della troika avrebbero avuto sul Pil greco… E ora, arrivano queste altre proiezioni sulla pelle dei popoli: e loro fanno finta di preoccuparsi del 4,5%. di populismo..

  2. 976 marzo 25, 2014 2:41 pm  Rispondi

    Senza contare che parlano di “populismo” come se fosse un reato gravissimo. Preoccuparsi per la propria gente è diventato un difetto, quindi secondo loro la cosa migliore è semplicemente perseguire i propri interessi e scopi senza badare ad altri se non se stessi, questo per loro è il “bene”. Stando così le cose dobbiamo sentirci fieri e orgogliosi di essere definiti “il male”.

    • Django giugno 15, 2014 10:25 pm  Rispondi

      Il populismo, per me, è un grido di speranza! Finche c’è il populismo, c’è l’Italia, fichè c’è l’Italia c’è vita!

  3. steel giugno 15, 2014 12:26 pm  Rispondi

    premier dei pompini…..

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