La menzogna è verità, la schiavitù è libertà: parola dei magistrati

«Per diffondere la proprie idee, gli arrestati utilizzavano la rivista bimestrale denominata ‘Insurrezione’, con sottotitolo ‘Periodico di insurrezione nazionale’, sia striscioni, scritte murarie e manifesti apposti in più punti della Capitale». È quanto si legge nell’ordinanza cautelare emessa dal gip Simonetta D’Alessandro nei confronti di Maurizio Boccacci, Stefano Schiavulli, Giuseppe Pieristè, Massimiliano De Simone e Daniele Gambetti.

Partiamo da questo stralcio della notizia per fare un ragionamento più ampio.
In Italia abbiamo un Premier non eletto che attua politiche prive di consenso popolare, abbiamo una moneta che ci sta conducendo alla catastrofe per l’adozione della quale nessuno ha chieso al popolo cosa ne pensasse, e abbiamo una legge, la Mancino, che è una offesa ad ogni individuo libero che abbia la capacità di pensare. Non ai magistrati e ai politici quindi.
Chi scrive non è fascista, non perché lo ritenga un’offesa, ma perché ha idee differenti che lo pongono nell’area identitaria di una democrazia comunitaria dove la Comunità prevale sullo Stato.
Detto questo, ritengo vergognoso e profondamente sciocco, perseguire le “idee”: inutile nascondere la testa sotto la sabbia, siamo sotto un regime che ha sospeso le “elezioni” e arresta le persone per avere pubblicato un periodico. Questo è assurdo, nessuna idea dovrebbe essere perseguita: non vorrei mai che ad uno xenofilo fosse impedito di esporre le proprie bizzarre teorie sulla società.
E’ ovvio, come questo Stato e questa “società” che si dice “aperta”, siano “terrorizzati” dalle idee che contrastano con lo status-quo che hanno creato. Ed è altrettanto chiaro come usino la persecuzione per impedire a tali idee di essere propagandate: ma le idee non si arrestano. Non esiste cella che possa impedire ad un’idea di “liberarsi” e volare di mente in mente.
Nessun magistrato dovrebbe avere il diritto. Nessun magistrato dovrebbe potersi permettere di arrestare un libero cittadino, per la libera espressione delle sue idee: qualunque esse siano.
Guai ad una società nella quale il pubblico ministero ha il potere di imprigionare chi ha idee opposte alle sue. Eppure scopriamo che questa presunta “democrazia liberale” ha, come tutti i regimi totalitari, i propri aguzzini e i propri carcerieri. La propria “polizia segreta” e i propri “gulag”.
Una società non è libera, se vi sono idee che vengono perseguite: e la nostra, non è una società libera.
Al di là delle differenze ideali, oggi, tutta la solidarietà degli uomini liberi deve essere espressa ai membri di Militia Christi. Prigionieri politici, per avere scritto parole sui muri e sulla carta.

Ancora:

Secondo l’accusa facevano attività di proselitismo e indottrinamento politico sempre attraverso la stessa rivista e l’impiego della ‘Palestra Popolare Primo Carnera’.

Gli islamici possono allegramente fare proselitismo attraverso il Corano (vero ricettacolo di odio) e l’impiego di Moschee: ma loro sono immigrati, e quindi possono.
Insomma, questo regime “liberldemocratico”, usuraio e longa manus dei Banchieri è ormai alla fase finale: quella della repressione. Come vediamo, la “democrazia liberale” che è solo un simulacro della “vera democrazia”, non è differente da tutti gli altri regimi totalitari: chi non la pensa come il potere costituito, deve essere imprigionato. Chi non la pensa come il potere costituito, va reso silente.
Poveri sciocchi, arrestare Galileo, non fermerà il moto della Terra intorno al sole. Arrestare chi non la pensa come voi, non fermerà il moto delle idee nella società.

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