Ostaggi dell’Euro

Oggi, nel suo Blog , il premio Nobel per l’economia P.Krugman ha scagliato un attacco alle politiche che lui ritiene disastrose, di Mario “The Butcher” Monti:

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I guess in Europe today “technocratic” is a synonym for “delusional”.
Look, more austerity isn’t going to convince the bond markets that Italy is just fine, let alone cut interest rates sufficiently to make contractionary policies expansionary. In fact, austerity — at least if not accompanied by major policy changes in Frankfurt — is probably self-defeating, because it will hurt the Italian economy more than it helps the short-term budget picture.
Italy faces an immediate crisis of self-fulfilling panic, and a huge medium-term adjustment problem as it tries to get costs and prices back in line with core Europe. The only plausible way to resolve these problems is via much more liberal policy from the ECB, in the form of bond purchases now and an implicit (but understood) willingness to let inflation run a bit high for an extended period.
The story optimists were telling themselves was that all this austerity stuff was to provide cover for the ECB to do the necessary. But this now looks like wishful thinking; Europe’s delusional technocrats apparently still believe that one more turn of the austerity screw will do the trick.
To put it bluntly, the single currency will come to stand for wage falls, debt deflation and prolonged economic slumps. Can this stand, however big the costs of a break-up?

The answer is no.

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In sostanza cosa dice l’eminente economista, sostiene che la manovra finanziaria di tasse tasse tasse, imposta dai Tecnici, spingerà l’Italia in una spirale depressiva e deflazionista. Per intenderci stile ’29.
Imporre ad un paese quasi in recessione, qualsiasi paese, un’austerity fatta di tagli e nuove imposte, non può che causarne il lento inesorabile tracollo economico-finanziario, e di conseguenza: sociale.
Il motivo centrale di tutto(sempre qui si torna) è l’Euro: la moneta unica impone all’Italia e a tutti i paesi dell’Eurozona che non siano la Germania, un cambio “eccessivo” per le tipologie di export e per il tessuto produttivo. E’ come se tutti gli stati europei dovessero esportare avendo a che fare con una moneta che è circa il 25% sopravvalutata nel caso dell’Italia , il 50% se guardiamo alla Spagna, l’80% la Grecia e così via. E’ essenzialmente questa, la causa della crisi attuale. E ci sono solo due modi per uscirne: abbandonare l’Euro e tornare competitivi con la propria moneta che si adatta al sistema produttivo. Oppure, altro modo di tornare competitivi non potendo “svalutare”, tagliare i costi di produzione attuali del 25%: il che significa tagliare gli stipendi dei lavoratori della medesima entità. Quest’ultima è la strada scelta per noi dai Tecnici.
In Grecia lo stanno facendo, e la Grecia sta tornando all’età della pietra grazie a questa cura profondamente distruttiva.
Nella conclusione del suo “attacco”, Krugman si chiede se valga la pena di compiere questi drammatici sacrifici con l’intento di salvare l’Euro: la sua risposta è, No.

Noi non possiamo che convenire con l’economista. Ridateci la nostra moneta, ridateci la nostra sovranità, e ridateci la Democrazia che tenete in ostaggio nelle buie e sorde stanze di Bruxelles.

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