Dopo l’incoronazione di Napolitano a saccheggiatore a vita della nazione una volta chiamata Italia, Grillo aveva chiamato alla rivolta, e qualcuno c’aveva anche creduto. Molti si immaginavano già una protesta permanente davanti ai Palazzi, Grillo che come il Duce del ’22 scendeva dal nord per prendersi Roma e rovesciare il sistema. Ma Grillo non è un rivoluzionario, e passerà alla Storia per quella che verrà ricordata come la “retromarcia su Roma”. Del resto, ad un “golpettino” – come Grillo l’ha definito – può seguire solo una marcetta.
E sì che il sistema è talmente marcio, che basterebbe un piccolo colpo ben assestato per coglierne il frutto putrefatto. Ma quel “colpetto”, Grillo non lo darà, non lo daranno le sue schiere di parlamentari analfabeti – li avete visti? – che al massimo potrebbero minacciare qualcuno di non dargli l’amicizia su Facebook, non certo prendere d’assedio il Palazzo.
Le elezioni di due mesi fa hanno restituito un sistema “trino”, oggi una delle divinità è morta per manifesta idiozia di dirigenza e base accomunate da desiderio di autodistruzione. Ed è cosa buona, viste le atroci idee nel campo dei cosiddetti “diritti”. Il Pd sarà in parte inglobato dal M5S e altri frammenti saranno totalmente marginali. Anche Renzi è morto, seppur ancora inconsapevole del fatto, come l’attore di quel famoso film.
L’idea che. unanimemente. appoggiano i media di distrazione di massa – ah, la libertà d’espressione – è quella del governo Pdl-Pd. Ma sarà divertente vedere come farà B. a tenere in vita una maggioranza con un partito che non esiste più e che è preda di convulsioni spastiche. Sarà impossibile. E qualora nascesse un governo del genere, avrà vita breve, e farà danni grandi.
Già si parla di Amato alla sua guida, il ladro che venne di notte a depredare i depositi degli Italiani e che fu scendiletto di Bettino Craxi. Quando si richiamano in servizio vecchi arnesi come Amato, significa che la guerra è già persa. Il Sistema è nelle sua fase terminale.
Ma come dicevamo, la rivoluzione non la farà Grillo. Non ne ha i mezzi, non ne ha la statura, non ne ha i seguaci. Come può essere “rivoluzionario”, chi propone in alternativa al compagno Kim-il-Napolitano, la salma Rodotà? Espressione massima dell’élite nullafacente di questo Paese, pensionato d’oro e non, per merito, ma per cooptazione nel milieu politico-burocratico? Qualcuno dirà che il nome di Rodotà era strumentale al distruggere il Pd fomentandone la base. E può essere, a giudicare dall’idiozia pura della base piddina.
Pensare che qualche centinaio di cerebrolesi – e ci scusino i cerebrolesi – si sian accaldato davanti a Montecitorio e abbia praticamente raso al suolo il Pd, perché doveva-eleggere-rodotà invece di Napolitano o Marini, è qualcosa che ci riempie di stupore. Cosa ha fatto Rodotà, a parte vegetare decenni nel sistema politico e burocratico italiano esattamente come Napolitano e Marini? Nulla.Tutto questo casino per mangiare merda di cavallo al posto di merda d’asino?
Comunque sia il Sistema è estremamente più debole. Napolitano è un’ombra, talmente tronfio nella sua arroganza, da scambiare la disperazione dei partiti che lo hanno eletto causa esaurimento, per “diffuso consenso popolare”. Manca solo un rivoluzionario che guidi la rivolta, che non si fermi un attimo prima di lanciare l’assalto finale. Che non abbia il terrore di abbattere il regime perché timoroso del vuoto di potere che seguirà.
E quel rivoluzionario non sarà Grillo.
Ché poi in Italia ci vorrebbe più una “rivolta”, di una “rivoluzione”. Perché le rivoluzioni finiscono per cambiare tutto per poi non cambiare niente. Sono il mezzo attraverso il quale il “sistema profondo” difende se stesso mutando solo in apparenza, dando l’illusione al popolo di avere vinto.
Grillo non è un rivoluzionario, è un imbroglione, che è ben diverso: il M5S si è rivelata la seconda truffa politica dell’Italia repubblicana dopo Berlusconi, essendosi spacciato come partito anti-sistemico, ma che in realtà del Sistema ne è parte integrante. Ma Grillo è solo quello che ci mette la faccia, perché l’animatore del M5S è il bilderberghino Casaleggio, mentre il capo assoluto e finanziatore, è l’ebreo massone Sassoon, rotschildiano.
Questa situazione di stallo politico a cui abbiamo assistito è solo una messinscena creata dal Sistema di matrice giudaico-massonica, per ingannare il popolo italiano, in quanto, la rielezione di Napolitano era già stata stabilita da prima, ma hanno voluto far perdere tempo apposta per far vedere ai cittadini che non riuscivano a trovare il presidente. La candidatura di Rodotà da parte del M5S e SEL è solo un modo col quale questi due partiti fanno vedere ai cittadini che sono alternativi, in realtà pure loro erano d’accordo per la rielezione di Napolitano.
Insomma ragazzi è un tutto un imbroglio, è tutto un inganno, e tutto questo cade a fagiuolo proprio adesso, che fra tre giorni vi è il 25 Aprile, spacciato come festa di liberazione, ma che in realtà è l’anniversario della fine dell’occupazione nazifascista e dell’inizio dell’occupazione anglo-americana dell’Italia che dura fino ad oggi.
L’Italia repubblicana non è mai stato un paese libero, ma un paese dominato e saccheggiato dalle lobby internazionali di cui Napolitano, Monti, Letta, Tremonti, Prodi, ecc. ecc., sono servi: è a questo che noi cittadini dobbiamo ribellarci, perché questa dittatura che ormai dura dal 1945, cioè quasi 70 anni, ma divenuta ancora più oppressiva negli ultimi 20, VA ROVESCIATA AD OGNI COSTO.
Questo regime fascista multipartitico in vigore in Italia dal 25 Aprile 1945, è lo stesso che CI HA IMPOVERITI, TASSANDOCI TUTTI, FAVORENDO LA GLOBALIZZAZIONE CHE HA DISTRUTTO IL NOSTRO TESSUTO PRODUTTIVO, CHE CI HA STERILIZZATI PER ENTRARE NELLA CRESCITRA ZERO, E CHE INCORAGGIA L’IMMIGRAZIONE SELVAGGIA AFRO-ISLAMICA PER DISTRUGGERE L’IDENTITA’ NAZIONALE E I SUOI 2000 ANNI DI STORIA E CIVILTA’, NATA GRAZIE AI GRECO-LATINI.