I parrucconi della (s)Cassazione colpiscono ancora: è reato dire “gli Zingari sono delinquenti”

Nessuna novità da parte degli sfaticati della cassazione – a proposito, sarà reato dire che sono “sfaticati”? – di loro si ricordano altre illuminanti sentenze, sintetizzabili nel famoso “se la ragazza aveva i jeans, allora non è stupro” che rimise in libertà un violentatore. Del resto cosa aspettarsi da legulei il cui cervello è talmente infarcito di codicilli da perdere il contatto con la realtà che li circonda?

Roma, 12 dic. – Affermare che gli zingari sono “delinquenti”, “assassini” e “canaglie” e’ espressione di discriminazione razziale. Lo sottolinea la Cassazione, annullando con rinvio la sentenza con cui la Corte d’appello di Trento aveva assolto un imputato, all’epoca dei fatti consigliere comunale del capoluogo trentino, finito sotto processo per un intervento, tenuto durante una seduta consiliare, con cui, secondo l’accusa, aveva diffuso “idee fondate sull’odio e sulla discriminazione razziale nei confronti delle comunita’ Rom e Sinti”. I giudici del merito avevano assolto l’imputato ritenendo che, nel caso in esame, non si potesse parlare di propaganda di idee fondate sulla superiorita’ o sull’odio razziale ed etnico, ma piuttosto di diffamazione. Del tutto diversa la tesi della Cassazione, secondo la quale, nell’intervento del consigliere comunale, vanno evidenziate note razziste, come sollecitato dal pg di Trento il cui ricorso e’ stato accolto dalla Suprema Corte. Il discorso tenuto in Consiglio comunale dall’imputato riguardava, in particolare, la mancata frequenza della scuola da parte dei bambini nomadi: in un punto del suo intervento, il consigliere aveva parlato di “sedicente cultura” e “discutibili tradizioni”, manifestando l’idea di fondo secondo cui “l’unica possibilita’ di salvezza per i bambini di detta etnia era quella di sottrarli alle famiglie d’origine”, si legge nella sentenza n.47894, della prima sezione penale, operando un vero e proprio “sequestro di Stato”. Per la Suprema Corte, “l’elemento che caratterizza la fattispecie e’ la propaganda discriminatoria, intesa come diffusione di una idea di avversione tutt’altro che superficiale, non gia’ indirizzata verso un gruppo di zingari (magari quelli dediti ai furti), ma verso tutti gli zingari indicati come assassini, ladri, pigri, canaglie, aguzzini e via dicendo, quindi verso il loro modo di essere, verso la loro etnia evocata espressamente, avversione apertamente argomentata sulla ritenuta diversita’ e inferiorita’”. La Cassazione, nelle sue motivazioni, ricorda anche la sentenza con cui la stessa Corte, nel 2009, confermo’ la condanna, tra gli alti, del sindaco di Verona, Flavio Tosi, per i manifesti diffusi nella citta’ scaligera, con scritto ‘via gli zingari da casa nostra’. Inoltre, gli ‘ermellini’ ribadiscono che “la funzione di consigliere comunale non legittima sicuramente, in esplicazione del mandato elettorale, di esprimersi con frasi di generalizzazione” espressive di “inferiorita’ legate alla cultura e tradizioni di un popolo”. L’assembla del Consiglio comunale, infine, e’ “di norma pubblica”, ed i suoi lavori “sono per lo piu’ oggetto di diffusione ad opera dei mezzi informativi”, rileva la Corte, “ma anche in caso contrario nulla verrebbe meno per l’integrazione dell’ipotesi delittuosa attesa l’apertura al pubblico dei lavori del Consiglio comunale”. Sulla base dei principi fissati dalla Cassazione, sara’ la Corte d’appello di Brescia a riesaminare la vicenda.

Esprimere giudizi è ciò che differenzia “l’uomo” dalla “bestia”, quindi è comprensibile gli “scassagiudici” non comprendano la normalità di una categorizzazione per gruppi. Del resto a loro, abitanti di torri d’avorio, non serve avere “pre-giudizi”, visto che non debbono mettere alla prova della quotidianità le loro strampalate teorie d’uguaglianza.

Piccolo quiz per gli “scassagiudici”: secondo la vostra bizzarra sentenza, è “verboten” dire che gli Zingari sono delinquenti perché è una generalizzazione, ergo questo non deve essere pensato.
Ma voi, esimi giudici, dovendo raggiungere il punto B partendo dal punto A (senza scorta eh, non fate i furbi), e avendo a disposizione due strade due identiche strade parallele, una che passa all’interno di un Campo Nomadi e l’altra nel mezzo di un quartiere normale, quale via scegliereste? La seconda vero? E la scegliereste perché al di là della teoria il vostro cervello ragiona per “categorie”, che poi è il motivo per il quale i nostri antenati non sono stati tutti mangiati dai predatori della savana.
L’individuo credulone che ragionasse come sentenza vorrebbe, non sopravviverebbe un giorno nel mondo reale.

Quello del “non generalizzare” è un’ovvio ricatto intellettuale che funziona così: “non potete dire che gli Zingari sono delinquenti, se anche uno di loro non lo è”. E semanticamente è corretto. Ma “praticamente” è ridicolo. Perché nella vita quotidiana si ragiona per probabilità statistiche, non per improbabilità quantistiche. E visto che la probabilità di incontrare uno Zingaro onesto e non delinquente si avvicina inesorabilmente allo zero, dire che gli “Zingari sono delinquenti” è una giusta approssimazione che allunga la vita ed evita problemi.
Quando gli “scassagiudici” incontreranno uno Zingaro onesto, facciano un fischio. Fino ad allora, possiamo ragionevolmente dire che gli Zingari sono delinquenti.
E dirlo sarà anche reato, ma non dirlo è da scemi.

1 comment

  1. Werner dicembre 13, 2012 6:27 pm  Rispondi

    E’ razzismo dire che gli zingari sono delinquenti, sta di fatto che molto spesso reati come i furti in appartamento, i furti di cavi di rame, gli stupri, l’accattonaggio, lo sfruttamento dei minori, sono opera loro.

    No che c’entra siamo un paese di coglioni, dobbiamo fargli la carità perchè loro sono più furbi! Ma va!

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