Il cappellano di San Vittore in manette
per violenza sessuale e concussione
Sei detenuti stranieri lo accusano: gli inquirenti hanno filmato le prestazioni sessuali alle quali erano costretti
QUANDO IL FATTOQUOTIDIANO PENDEVA DALLE SUE LABBRA
Qui a San Vittore i detenuti stranieri superano la metà di quelli totali. Parliamo di culture, religioni, lingue e persino abitudini alimentari differenti. Nonostante gli sforzi della direzione, con le celle strapiene è impossibile prevenire tutte le tensioni. In carcere sopravvivono e si alimentano i conflitti nati all’esterno, per il controllo dei traffici o di un territorio. Dentro le mura di San Vittore si percepisce benissimo l’ipocrisia di una città che mentre parla di sicurezza costruisce nuovi ghetti.
LE SUE INIZIATIVE:
l’obiettivo di aiutare i giovani immigrati a superare il disorientamento dell’impatto con la nuova realtà di vita e per favorire una piena inclusione sociale. Obiettivi portati avanti con il sostegno linguistico e scolastico, l’animazione in laboratori, con borse di lavoro e l’accompagnamento nelle prime esperienze lavorative.
Puntata dedicata all’accoglienza. “L’incontro con l’altro, mi sorprende sempre, mi fa scoprire qualcosa che c’è in me. Prima di tutto io devo spogliarmi dei pregiudizi e devo creare dello spazio per il confronto, richiede uno sforzo. Noi andiamo non ad incontrare i migranti, ma andiamo ad incontrare degli uomini, ognuno con una storia alle spalle.”
E lui li incontrava. I “migranti”.
UN GRANDE SUPPORTER DELL’INDULTO
INDULTO O INSULTO:
PROTEGGERE CAINO PER PROTEGGERE ABELE?Con il voto del Senato, il 29 luglio 2006 è stato approvato il disegno di legge che ha introdotto un provvedimento di indulto.
Qual è la situazione oggi dei carcerati? L’indulto: provvedimento per liberare le carceri sovraffollate? Li facciamo uscire per poi rimetterli dentro, perché colpevoli di altri reati?Data e ora
Mercoledì 28 marzo – ore 21.00Ospite relatore
Don Alberto Barin, cappellano del carcere di San Vittore
LUI ORGANIZZAVA LE “VISITE” DI TETTAMANZI A SAN VITTORE
«È entrato nel cuore dei detenuti. Gli hanno detto con le lacrime agli occhi: ti vogliamo bene, perché sei sempre venuto qui»: don Alberto Barin, il cappellano di San Vittore, ripercorre le tante visite al carcere di San Vittore: «Non ha mai lasciato fuori dalla galera niente di sé. Lo sguardo attento, il sorriso, la mente intelligente che non ha avuto paura di sporcarsi dell’umanità così com’è, senza mai giudicare». Rivede «le sue mani che si allungano oltre le sbarre, che si lasciano afferrare e baciare.
Loro gli immigrati li vogliono. Li adorono. E il perché è piuttosto evidente.

Tanto per cambiare, ancora una volta un prete abusa del suo potere per avere favori sessuali.Ma quando finirà questa indecenza ?
Ci sono filmati che lo riprendono durante gli abusi…
Approfitta del suo ptere ,è una persona meschina che dov rebbe essere messo ai lavori forzati.Un appello ai politici, vogliamo rivedere il Concordato ? Perchè il Vaticano deve intervenire nelle leggi di un altro Stato ? Perchè dobbiamo versare l’8 per mille ? Sono furiosa…Non se ne può più…