Il capo dei guardoni del web ci avvisa: siete tutti nel mirino. Guai a “dare voce a manifestazioni di intolleranza”. Quelle sono infatti riservate alle minoranze privilegiate: gay e immigrati.
Non è solo Stormfront a essere nel mirino della Polizia Postale: “Continua la nostra attività di monitoraggio e contrasto ai siti che divulgano contenuti o ideologie a sfondo xenofobo, razzista o discriminatorio” – ha spiegato Sergio Mariotti, primo dirigente servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. “In Italia il fenomeno è in aumento, ci sono molti spazi web, ma anche forum e blog dove si dà voce a manifestazioni di intolleranza. In alcuni casi sono legate ad accadimenti particolari, altre volte invece si tratta di un pensiero piu’ strutturato, anche da parte di gruppi”.
Qualche indomito ottimista ancora nega di vivere in quella che, da oggi, definiremo blattocrazia: le blatte sono al potere.
Un sistema di vigilanza sempre più invasivo rende la libertà d’espressione, de facto impossibile. Solo microminoranze hanno il privilegio di esprimere e diffondere liberamente le loro idee.
Un apparato orwelliano di controllo lede i nostri diritti. Controllano quali siti visitiamo, cosa scriviamo, quali libri o film scarichiamo sul web, controllano tramite i flussi di denaro elettronico come e dove spendiamo i nostri soldi. E intercettano le nostre telefonate.
In un paese normale e libero, la Polizia Postale dovrebbe occuparsi dei veri reati sul web. Dovrebbe chiudere e oscurare le decine di bordelli on-line e i pornositi accessibili anche ai bambini invece di occuparsi delle “idee” che, fino a prova contraria, sono l’espressione primaria dell’essere umano.
Siamo al paradosso che, oggi, per accedere ad un forum di discussione, si deve aggirare un oscuramento arbitrario messo in atto da una magistratura patetica, mentre un sito come YouPorn è lì, accessibile a bambini che, visitandolo durante la crescita, avranno con il sesso un rapporto non sano.
E che dire di tutti i siti di poker e scommesse on-line (ovviamente solo quelli che danno la marchetta allo Stato, gli altri sono oscurati) la cui martellante pubblicità induce una moltitudine di dementi a rovinare la propria e l’altrui vita?
Se ci pensate è normale che la blattocrazia cerchi di favorire la dipendenza da pornografia e gioco d’azzardo e punisca chi invece diffonde idee: l’individuo dipendente è un uomo debole. E’ un innocuo tassello della società dei consumi. Chi pensa è pericoloso per il Sistema e le sue mosche cocchiere.
Chiunque abbia a cuore la libertà di dire e pensare, di leggere e scrivere non deve sottomettersi al nuovo leviatano della blattocrazia. Ai guardoni del web che, pagati con le nostre tasse, passano le giornate a leggere quello che noi scriviamo mentre fuori dalle loro finestre la società è in preda al disordine e al crimine multietnico, non dedichiamo odio o offese, a loro va la nostra pietà, per quello che sono diventati. Per quello che sono costretti a fare per vivere.
E la nostra pietà va anche al sig. De Giorgi, pagato migliaia di euro al mese, per vigilare sul deserto dei tartari.
“I tempi sono ormai maturi perché il nostro Parlamento provveda a ratificare il Protocollo addizionale alla Convezione del Consiglio d’Europa sul cybercrime, sottoscritto dal governo italiano il 9 novembre 2011”. È la richiesta avanzata da Marco De Giorgi, direttore dell’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei ministri presso il Dipartimento delle pari opportunità, in seguito all’operazione condotta dalla Polizia che ha portato all’oscuramento della sezione italiana del sito razzista stormfront.org. “Il Protocollo – spiega De Giorgi – rafforzerebbe non solo il quadro giuridico in materia di reati a sfondo razziale e xenofobo compiuti su Internet, ma consentirebbe alle autorità di polizia e giudiziaria di operare con piena efficacia anche sui siti operanti al di fuori del territorio nazionale”.
Per il direttore dell’Unar “chi confonde la libera espressione del pensiero con illeciti penali commettendo atti discriminatori, basati sull’odio razziale, compie un reato e deve essere perseguito”.
Per lui pensare è reato, se non pensi quello che pensa lui.
Quando amare la propria terra e denunciarne gli invasori. Quando voler proteggere la propria gente dalla criminalità d’importazione diventa un “crimine”, la società che tutto questo ha generato è la perversione di una società.
Quando pubblicare un blog identitario diventa un atto eroico, perché un’alba qualsiasi la psico-polizia potrebbe bussare alla tua porta, non vivi in un paese libero.
In Italia non sono in gioco le elementari libertà di qualche “nazista” – e noi difenderemmo anche le loro – ma le libertà di tutti.
Ma c’è silenzio quasi totale[nbnote ]http://punto-informatico.it/3650765/PI/News/stormfront-italiani-dietro-sbarre.aspx[/nbnote]. I grilli non hanno aperto bocca, lo fanno solo quando tocca a loro.
Wikipedia non ha mosso neanche una flebile protesta, lo fanno solo quando tocca a loro.
E’ l’atteggiamento stupido di chi crede che, la persecuzione totalitaria, si possa limitare a quelli “brutti, sporchi e cattivi”. Non sarà così, toccherà a tutti coloro che diranno qualcosa che il potere non approva.
Avviso ai naviganti e ai guardoni: questo Blog non chiuderà mai.
Non saranno le minacce degli stipendiati dalla presidenza del consiglio come De Giorgi, non saranno quelle del capo dei guardoni a piegare la schiena di chi, su questo Blog, scrive. Potrete oscurarlo come fanno i Cinesi, i Cubani, gli Iraniani e i Nordcoreani con i dissidenti, ma tornerà.
La battaglia è appena cominciata. Molon Labè.
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Pensi di aspettarli travestito da Leonida??? 🙂
per poter vedere il tuo blog senza essere ostacolata ho dovuto cambiare browser. Ottimo firefox configurato con Thor. Non ci credevo nemmeno io, in pochissimo tempo le pagine si sono aperte senza problemi. Prima con explorer dovevo aspettare interi minuti e molto spesso mi segnalava impossibilità di aprire la pagina. Suggerisco a tutti di usarlo.
A tutti i servi che appoggiano i dittatori al governo vorrei dire che per un sito che chiuderete ne spunteranno decine. Non fermerete chi non la pensa come voi, perchè troveremo sempre il modo per divulgare i vostri sporchi piani.
E’ dal 15 gennaio che sto sito vomita odio razziale, insulti e istigazione contro tutte le più alte cariche dello Stato, a partire dal Presidente della Repubblica in giù. 7000 pagine di reati continuati, indicizzate da google, Vi voglio vedere quando vi verranno a prendere alle 4 del mattino, come i vostri compari stormfrontisti, con ordinanze spesse come tomi… vi inchiostreranno le dita, e vi punteranno in faccia le lampade per la fotosegnalazione…se rimarrete impavidi Leonida o ve la farete sotto…
e continueremo a parlare finchè ci pare. Quel re Giorgio non ci rappresenta, Monti non ci rappresenta visto che non è stato eletto dal popolo, quindi che vuoi?
Che ce se ne stiamo zitti a subire leggi e progetti di legge che sono tutte a nostro sfavore?
Chi ti paga per venire qui a rompere le balle, il PD?
Sei veramente il peggio del peggio ma ti ringrazio per il tuo post, espone pienamente quello che si cela dietro la maschera del finto buonismo.
Io non ho nulla da nascondere. Le idee non possono essere punite in una democrazia. L’Italia è una democrazia? La libertà di espressione e di opinione non possono essere soppresse da un Leviatano mostruoso animato non si sa bene da chi…A lei piace invece la pornografia e la pedofilia?Molti siti porno che propagandano le sozzure più lorde sembrano dilagare e la polizia postale permette tutto questo. La Thailandia è un paese molto più seriod el nostro, là youporn è bandito, mentre siti come stormfront e holywar sono consentiti…ci sono molte “storture” ( per usare un eufemismo) in questo paese….
Siate gentiluomini, lasciatela stare ad Antonella, che gliene dite di tutti i colori solo perché è contro l’immigrazione: finalmente c’è una donna che ragiona!
Poi tu hai scelto un nick inappropriato, visto che Carlo Martello, combattè i tuoi “fratelli di colore” che avevano islamizzato la Spagna.
grazie Werner
In effetti la coartazione istituzionale alla solidarietà e all’accoglienza finanziate con pubblico denaro si sta delineando con nomi e cognomi.
E stanno venendo fuori anche diversi documenti contabili.
In buona sostanza il business dell’immigrazione in Italia costa oltre 3MIARDI DI EURO ANNUI. Nella stragrande maggioranza distribuiti da Onlus farlocche in mano a organizzazioni politiche di sinistra. Il resto ceduti come oboli giornalieri ceduti brevi manu a immigrati di varia etnia ed a falsi rifugiati : oboli che vanno dai 10 ai 45 euro al giorno.
Risulta, ad esempio, che esiste in Italia un
“Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati” (Sprar) con un contributo di assistenza fornito dalle Prefetture. Ogni rifugiato riceve al suo arrivo un contributo di 976,15 Euro per i primi 35 giorni (che si riducono a 557,80 in caso di respingimento della domanda d’asilo). In seguito, secondo la Fondazione Leone Moressa, lo Stato affronta una spesa diretta di 14.600 Euro l’anno (40 Euro al giorno) per persona e altrettanti in prestazioni indirette (spese sanitarie e servizi generali dello Stato, calcolati per analogia, considerando che tali voci impegnano circa la metà del Pil nazionale).
Se andiamo a considerare che in Italia abbiamo censiti al 9 Ottobre 2011 la bellezza di 3.769.518 immigrati regolari ed almeno altrettanti irregolari ci possiamo rendere conto che dietro al buonismo di maniera della sinistra italiana c’è altro: il denaro.
Ed è altrettanto chiaro che chi tenta di denunciare questo fatto sia da silenziare tacciandolo di razzista o fascista.
Se i dati di questo business entrassero nelle case degli italiani poveri e delle famiglie affamate potrebbero nascere gravissimi problemi di ordine pubblico.
3 MILIARDI DI EURO L’ANNO? L’anno nuovo comincia con un notizione non da poco!
Però intanto prima Tremonti, poi Monti e Grilli, hanno fatto tagli indiscriminati sui servizi pubblici per i cittadini italiani, ovvero istruzione, sanità, trasporti, e attuato privatizzazioni selvagge.
Per gli extracomunitari i soldi ci sono sempre, per gli italiani SOLO TAGLI, TAGLI, TAGLI….TAGLI!
Ad esempio il CARA di Mineo che ospita circa 2.000 extracomunitari, detti “rifugiati politici” (in realtà sono africani che lavoravano in Libia e che a seguito della guerra sono fuggiti da lì), si spendono per ognuno di loro 23 euro al giorno, che annualmente sono 16 milioni l’anno, ai quali vanno sommati i 6 milioni di euro pagati annualmente d’affitto al Gruppo Pizzarotti di Parma che possiede lo stabile.
Come vedete, l’esempio che vi ho fatto mostra come lo Stato quando si tratta di aiutare i “poveri emigrati” e di dare i soldi alla “cricca” che fa riferimento a Berlusconi e di cui Pizzarotti fa parte, il denaro a disposizione c’è sempre, ma per gli italiani non ce ne mai, oppure non è sufficiente.
VERGONA STATO ITALIANO RAZZISTA COI SUOI CITTADINI!