Reggio Emilia: capitale italiana della Tubercolosi. Grazie agli immigrati

Stando ai dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, la tubercolosi è in netta ripresa. Nel 2010, infatti, sono stati attestati quasi 9 milioni di casi al mondo. E se, in Italia, la media è di dieci malati su 100mila abitanti, in Emilia Romagna si arriva quasi a 11 su 100mila. Sorprenderà sapere inoltre che, nella nostra regione, il tasso di incidenza raggiunge il suo picco proprio a Reggio. Il motivo di tale primato va ricercato principalmente nella componente multietnica della popolazione: molti malati, infatti, sono stranieri che provengono da aree dove la tubercolosi è endemica (per esempio dal Punjab, la regione a cavallo tra India e Pakistan) o che vivono in particolari condizioni socio-sanitarie. L’ospedale di Guastalla, infatti, che raccoglie le richieste di buona parte della Bassa reggiana e che ha a che fare con la maggior parte dei punjabi di Reggio, presenta quasi 23 malati su 100mila abitanti. Di questi, l’80% è composto da giovani, il resto da anziani che avevano già contratto la patologia o da pazienti sottoposti a terapie immunodepressive.
I dati, insomma, sono decisamente preoccupanti. Tanto più che la malattia non si limita solo alla forma polmonare (quella che nello stadio avanzato fa tossire sangue, per intenderci), ma può manifestarsi anche in forma extrapolmonare. La tubercolosi oculare ne è un esempio. Questo tipo di patologia causa forti infiammazioni denominate “uveiti” che, se non vengono curate tempestivamente, possono condurre alla cecità.

Ma pensa, l’immigrazione porta il riemergere di malattie scomparse e mortali. Non lo avremmo mai pensato.
E la fonte è un giornale del gruppo Espresso, lo stesso di Repubblica, gruppo editoriale che idolatra l’immigrazione e decanta le bellezze della società multietnica.
Invece, si ammette che “il picco della epidemia di tubercolosi in Italia è a Reggio Emilia, ed è lì, perché è una città multietnica”.
Chiunque con un briciolo di buon senso trarrebbe la conclusione che la società multietnica è portatrice di drammi e problemi. Chiunque, con un briciolo di buon senso, si opporrebbe allo scivolamento dell’Italia e del futuro dei propri figli, in questo inferno.

3 Comments

  1. Antonella settembre 16, 2012 7:27 pm  Rispondi

    sai che ti dico? A me invece piacerebbe che la tubercolosi la prendessero tutti quelli di sinistra che continuano a predicare l’integrazione, la multiculturalità e la tolleranza

    • Werner ottobre 3, 2012 7:11 pm  Rispondi

      Quoto in pieno. Ah ah ah

      Però hai dimenticato pure i “finiani”.

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