Assalto alle ambasciate Gb e tedesca Il blitz in Sudan, un morto in Libano Esplode la rabbia anti- Usa
Esteri
14/09/2012 – MEDIO ORIENTE AD ALTA TENSIONE
Irruzione nelle sedi diplomatiche a Khartum. Proteste in tutto il mondo arabo sul film anti- Islam.
Morsi: “Inaccettabile provocazione”. Khamenei: “America e sionisti responsabili”. E Bengasi chiude lo spazio aereoEsplode la rabbia anti Usa in alcuni paesi musulmani. Le conseguenze più gravi della protesta si sono avute in Libano: un morto e 25 feriti il bilancio. E’ successo a Tripoli, nel nord del Libano, durante scontri tra polizia e manifestanti che protestavano per il film giudicato offensivo dell’Islam. Lo riferisce la televisione panaraba Al Arabiya. Proprio oggi in Libano è giunto papa Benedetto XVI, per una visita storica di tre giorni, che ha iniziato con un discorso in cui ha condannato il fondamentalismo, lanciando invece un appello alla tolleranza.
Manifestanti hanno fatto irruzione nella sede dell’ambasciata tedesca a Khartum e vi hanno issato la bandiera islamista. Lo riferiscono testimoni. Attaccata anche l’ambasciata britannica. Sul posto è intervenuta la polizia che ha cercato di allontanare circa 5.000 manifestanti con il lancio di lacrimogeni. Nella sede diplomatica della Germania la folla ha ha ammainato la bandiera tedesca e al suo posto ha issato un vessillo islamico. È stato anche rimosso l’emblema della repubblica tedesca e i manifestanti hanno appiccato un incendio davanti all’ingresso principale della rappresentanza diplomatica.Sempre in Libano alcune centinaia di persone hanno dato fuoco a un locale della catena di ristorazione americana Kentucky Fried Chicken (Kfc) di Tripoli, principale porto nel nord del Libano, in segno di protesta per la realizzazione di un film considerato offensivo dell’islam e del profeta Maometto. Lo riferisce la TV libanese Lbc.
Mentre Stati Uniti e Israele stanno aumentando le misure di sicurezza nelle ambasciate di tutto il mondo, continua a dilagare la protesta anti-americana dopo l’attacco al consolato Usa di Bengasi costato la vita a 4 funzionari del corpo diplomatico tra cui l’ambasciatore Chris Stevens. In molti paesi musulmani s’è consumato un venerdì di rabbia all’uscita dalla preghiera del mezzogiorno con proteste contro il film amatoriale su Maomettoprodotto negli Usa.
A Khartoum migliaia di manifestanti hanno lanciato pietre contro i poliziotti di guardia e sono riusciti ad entrare nei compound adiacenti delle ambasciate britannica e tedesca. Lancio di pietre anche al Cairo contro i poliziotti che sbarravano la strada verso l’ambasciata americana. Agenti in
tenuta antisommossa hanno usato gas lacrimogeni e hanno rilanciato indietro i sassi per disperdere i facinorosi. Un’auto è stata ribaltata e data alle fiamme lungo la via che da piazza Tahrir conduce alla rappresentanza diplomatica, dove la strada è stata sbarrata con grandi blocchi di cemento.
Nelle proteste di giovedì nella capitale egiziana c’erano stati 224 feriti.
Proteste si sono tenute anche in Bangladesh, con 10mila persone in piazza a Dacca, in Malaysia e in Indonesia. A Tripoli, in Libano, è stato dato fuoco a un Kentucky Fried Chicken, fast food americano accusato di non rispettare i precetti dell’Islam.
Questa mattina, intanto, un Consiglio per il coordinamento dell’attività pubblica islamica si è appellato a tutti gli iraniani affinchè si riversino in strada dopo la preghiera: lo riferisce il sito dell’emittente Press Tv prevedendo «proteste a livello nazionale». «Gli iraniani daranno sfogo alla loro furia per gli elementi sionisti dietro l’atto blasfemo e porteranno al mondo il messaggio di pace, amicizia e fraternità del profeta Maometto», si afferma nella dichiarazione del Consiglio di coordinamento. Il film, viene sostenuto, rivela la paura e frustrazione delle potenze egemoniche globali e dei nemici dell’umanità per la montante marea del Risveglio islamico e il ritorno dell’umanità alle sue pure e divine origini.