Società multietnica: il monito indiano

INDIA: ESEMPIO DI SOCIETA’ MULTIETNICA

India in allerta dopo sommosse e disordini etnico-religiosi

Mumbai è in allarme rosso dopo che le proteste del fine settimana hanno lasciato due morti e decine di feriti. Crescono i timori che la violenza etnica latente nel nord-est dell’India potrebbe riversarsi sulle città principali per il giorno dell’indipendenza dell’India questa settimana.
Folle di Islamici si sono riunite Sabato per protestare per la violenza contro i musulmani in Assam , uno stato nel nord-est del paese, che ha lasciato circa 80 morti e 400.000 sfollati dall’inizio di luglio.

A Mumbai, capitale finanziaria dell’India, due uomini sono stati uccisi e circa 50 persone, per lo più poliziotti, sono rimasti feriti nei disordini.

Arup Patnaik, commissario di polizia, ha detto che la città è in allarme rosso nel periodo fino al giorno dell’indipendenza dell’India, specialmente alla luce delle piccole esplosioni il 1 ° agosto a Pune, una città di 3 metri nei pressi di Mumbai. La polizia, anche nella regione nord-est, era in stato di allerta.
“Abbiamo emesso un allarme rosso in città, finché la situazione è completamente sotto controllo”, Patnaik ha detto ai giornalisti.
La violenza e gli scontri tra Indù e musulmani minacciano da sempre la stabilità nel più grande Stato multietnico del mondo sin dalla sua nascita nel 1947 , quando la partizione britannica del paese in India e Pakistan, lasciò tra 200.000 e 1 milione morti, dando poi vita, nelle zone a maggioranza islamica, al Pakistan Orientale, che più tardi divenne Bangladesh.
“Date le origini dell’indipendenza, l’India, con la sua disomogeneità etnico-religiosa, e l’ascesa del fondamentalismo religioso in tutto il mondo, la situazione è sempre delicata e dolente”, ha detto Ramachandra Guha, uno storico.

A partire da Domenica, 23 uomini erano stati arrestati con l’accusa di disordini e danni alla proprietà pubblica, secondo la CNN-IBN canale di notizie.
Lo Stato indiano di Assam è stato a lungo afflitto da rivolte separatiste. La regione confina con la Cina, Myanmar, Bhutan e Bangladesh, un Paese povero da cui la migrazione verso l’India ha fomentato un sentimento anti-musulmano.
Venti anni fa, le rivolte di Mumbai lasciarono centinaia di musulmani morti e precipitarono nel marzo del 1993 verso attentati che hanno ucciso più di 200 indù. La più recente grave violenza settaria si è però verificata nello stato occidentale del Gujarat, quando più di 2000 musulmani furono uccisi nel 2002, sotto lo sguardo di Narendra Modi , il primo ministro dello Stato.

La disomogeneità etnica è uno dei motivi, il principale, per i quali l’India non compirà mai la transizione da economia in via di sviluppo, a moderno stato simil occidentale.
Quello che molto spesso economisti e politicanti dimenticano è che l’omogeneità etnica degli stati europei, è stato l’ingrediente fondamentale per il loro sviluppo democratico ed economico. Uno stato disomogeneo etnicamente è ineluttabilmente spinto verso una feroce diseguaglianza economica e sociale, e questo accade perché ampie sono le differenze nelle capacità individuali delle sue differenti popolazioni. E una società diseguale, non può essere una società ricca e democratica. Può, al massimo, portare alla situazione brasiliana: una oligarchia ricca e corrotta, e una popolazione sottosviluppata che sopravvive nelle favelas.
L’unico modo che ha uno Stato multietnico per “limitare” le differenze sociali, è divenire uno stato dittatoriale e iper-burocratizzato come fu l’Urss: con l’esito di implodere, prima o poi.
Ecco perché l’India è un fenomeno interessante da analizzare: è perennemente in via di sviluppo, ha milioni di ricchissimi, e decine di milioni di poverissimi. Una società divisa in Caste che è il retaggio di millenarie divisioni razziali (le Caste elevate hanno una componente europoide molto più elevata dei membri delle altre), è l’ideale crono-specchio ove vedere come potrebbero essere le nostre società tra qualche secolo. Per noi: come non dovranno essere.

E’ altresì interessante mettere in evidenza come, i giornalisti occidentali sempre entusiasti nel propagandare l’ideale multietnico, si rendano in realtà conto, di quanto instabili siano tali società.
E allora è sempre più incomprensibile, il perché vogliamo importare a casa nostra, il modello che si rivela disastroso dove già è realtà.
A meno che, il loro desiderio, e il motivo per il quale sono pagati, non sia proprio quello di imporre in Occidente il modello dei pochi ricchissimi e dei tantissimi poveri. Se questo è il piano, e ci pare evidente lo sia, allora il modo migliore per portarlo a termine, è attraverso l’immigrazione massiccia di individui dal terzo mondo.

Ps.

C’è un’altra evidenza che proviene dall’India: ovunque vi siano Mussulmani, non importa dove e non importano le condizioni economiche, è caos.

Dall’India  alla Cina occidentale, dalla Cecenia alle Filippine e ora anche nelle periferie delle città europee: la lista è lunga e incompleta. Forse, il problema sono loro. Il problema sono sicuramente loro.

2 Comments

  1. Luciano agosto 14, 2012 4:27 pm  Rispondi

    Sentire di violenze contro gli islamici, lo ammetto, fa un pò piacere, tanto è raro questo fenomeno sociale.
    Sono d’accordo che dovunque c’è islam, c’è caos e violenza! ma basta studiarsi un pò la storia di maometto per vedere che la violenza e la prepotenza sono alla base del loro credo, così come la pietà è alla base del comportamento cristano.
    Sarebbe interessante vedere quali salti mortali ed acrobazie virtuose mentali sarebbe capace di fare un individuo mediocre come lerner nel commentare tali atrocità fra diverse etnie religiose in india; probabilmente la colpa sarebbe dei due Marò Italiani che con la loro presenza destabilizzano l’intero paese…

  2. edera febbraio 4, 2015 2:26 am  Rispondi

    il problema sono gli ebrei

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