Nel mezzo della tempesta finanziaria globale, figlia degli squilibri imposti dai sacerdoti della Globalizzazione che muterà radicalmente il sistema politico e sociale del pianeta, l’Italia deve prendere in mano il proprio destino.
Rimanere all’interno della Ue e del sistema monetario dell’Euro, prolungherebbe soltanto una lunga agonia che ormai strangola il Paese da quando è nata la moneta unica. La soluzione, comunque traumatica perché siamo ormai oltre i tempi regolamentari, è quella di uscire dall’Euro e farlo per primi. Questi sono i cinque passi per salvare l’Italia e riprendersi la sovranità che, se qualcuno non se ne fosse reso conto, è in questo momento nelle mani di chi, questa tragedia ha causato: parliamo degli “eurofanatici”, un nuovo animale transgenico, una chimera sopravvissuta a se stessa.
Analizziamo passo passo, quali sarebbero le azioni da intraprendere e vagliamone conseguenze e correttivi:
- Uscita dall’Euro, nascita della Nuova Lira
La dichiarazione di uscita dalla moneta unica, dovrebbe avvenire in giorni festivi, preferibilmente durante un lungo ponte festivo, sarebbero infatti meno traumatici i passi necessri da intraprendere per garantire il passaggio alla nuova moneta.
- Chiusura temporanea delle Banche

- Controllo flussi di capitale in uscita
- Ridenominazione del debito nella Nuova Lira
- Nazionalizzazione della Banca d’Italia
La prima di queste tre azioni permetterebbe di evitare un immotivato assalto agli sportelli, immotivato perché la conversione della moneta non causerebbe alcun danno ai residenti in Italia, danno che invece verrebbe a colpire le Banche straniere (essenzialmente francesi e tedesche, e poi tutto il sistema bancario mondiale a cascata) perché la Nuova Lira svalutata di circa il 20% rispetto all’Euro, significherebbe una perdita secca per loro (che avrebbero ancora l’Euro) del 20% degli attivi. La seconda, impedirebbe la fuga di capitali all’estero. La nazionalizzazione della Banca d’Italia, sarebbe la riappropriazione della sovranità monetaria, che andrebbe a recidere i gangli vitali dei “banksters” e il compito che la Nuova Banca d’Italia assumerebbe (che potremmo ridefinire Banca degli Italiani) è quello di prestatore di ultima istanza e garante del Debito italiano: compito che la Bce non può assumersi, e motivo dell’impennarsi degli interessi e dell circolo vizioso che ci ha condotto, cosa mai avvenuta prima di entrare nell’Euro, nelle condizioni in cui siamo oggi.
Queste azioni avrebbero vantaggi immediati, ma anche una seria conseguenza che necessiterebbe un immediato intervento di riequilibrio: la svalutazione della Nuova Lira rispetto a Euro e Dollaro, infatti, causarebbe una impennata dell’inflazione.
- VANTAGGI
- BOOM EXPORT (le imprese sarebbero di nuovo competitive grazie al cambio)
- BOOM TURISMO (idem come sopra)
- SVALUTAZIONE DEL DEBITO
- CONSEGUENZE
- BOOM INFLAZIONE (attraverso petrolio)
Visto che l’inflazione verebbe quasi esclusivamente trasmessa attraverso la voce “petrolio” e quindi “benzina”, il primo passo per ovviare a questo effetto collaterale indesiderato post-euro, sarebbe una riduzione immediata delle accise sul carburante, pari alla svalutazione della nuova moneta rispetto al Dollaro. Questo intervento terrebbe a bada la pressione inflazionistica e permetterebbe al boom post-euro di iniziare la propria corsa, su binari “sani”.
Naturalmente questa azione, avrebbe un’altra conseguenza: il taglio secco del 20% delle accise aprirebbe infatti, un buco nelle finanze statali.
(continua….)