Lombroso vendicato: relazione tra “ampiezza del volto” e solidarietà etnica

Relazione tra “ampiezza del volto” e solidarietà etnica

I ricercatori  della St. Andrews University hanno scoperta una correlazione tra tratti somatici del visto e comportamento degli individui.
In un esperimento, a degli studenti veniva dato del denaro da giocare: l’esperimento permetteva due opzioni, una massimizzava il beneficio individuale “sfruttando” la cooperazione con il gruppo, l’altra, il vantaggio del gruppo a scapito di quello quello individuale.
A metà degli studenti il gioco veniva descritto come  “una competizione interna al gruppo”, all’altra metà, come una “competizione è sia interna sia con un gruppo rivale”.
Il risultato ottenuto è che gli uomini con la fronte e la struttura facciale più ampie rispondono alla rivalità con un altro gruppo posta nella seconda condizione, modificando il proprio comportamento e sacrificando i soldi potenzialmente guadagnabili a beneficio del proprio gruppo.

“E’ sorprendente che le nostre previsioni siano state confermate,” dice il Dr. Stirrat. “Quando abbiamo accennato agli individui del gruppo preso in esame che sarebbero stati in competizione, non solo tra loro, ma anche con un altro gruppo, l’Università di Edimburgo, i nostri partecipanti del St.Andrews con i visi più ampi, sono risultati più cooperativi rispetto agli altri. Quando però noi non abbiamo menzionato la rivalità tra gruppi, ma solo quella interna tra individui dello stesso gruppo, essi sono stati meno cooperativi rispetto agli altri.”
Ecco, è questo secondo punto che pone una questione molto affascinante: gli stessi uomini hanno avuto un atteggiamento opposto in condizioni differenti. In sostanza: se la rivalità era tutta interna al gruppo, questi puntavano al “massimo interesse” personale. Se invece questa rivalità era sia interna che posta in confronto ad un altro gruppo, gli individui con una “ampiezza facciale maggiore”, erano pronti a sacrificare il proprio vantaggio in nome del benessere del gruppo.
In sostanza, gli individui dediti alla massimizzazione del proprio profitto in caso di “lotta interna”,  sono gli stessi pronti al sacrificio, se il gruppo deve affrontare una minaccia “esterna”. Cosa significa questo? 
Che la distinzione non è tra “altruisti” ed “egoisti”, o se volete essere più prosaici,  tra “buoni” e “cattivi”, ma piuttosto tra “volitivi” e “disinteressati”. Con queste due predisposizioni che si manifestano, internamente ed esternamente, nei modi descritti.
Quanto detto pone l’accento sul fatto che una società è tanto più malata e decadente, tanto più vige il disinteresse che si manifesta come arrendevolezza e mancanza di “tensione”. La “violenza” è invece, intesa come lotta e concorrenza, il sintomo di una società sana, i cui individui si affrontano ma sono pronti a fare fronte comune in caso di minaccia esterna.
Questo è interessante perché potremmo comprendere le differenti reazioni delle varie società nazionali davanti alle aggressioni esterne, mettendone in correlazione le caratteristiche facciali con i comportamenti.
Psychological Science doi: 10.1177/0956797611435133
Face Structure Predicts Cooperation Men With Wider Faces Are More Generous to Their In-Group When Out-Group Competition Is Salient
M. Stirrat and D. I. Perrett
Male facial width-to-height ratio appears to correlate with antisocial tendencies, such as aggression, exploitation, cheating, and deception. We present evidence that male facial width-to-height ratio is also associated with a stereotypically male prosocial tendency: to increase cooperation with other in-group members during intergroup competition. We found that men who had wider faces, compared with men who had narrower faces, showed more self-sacrificing cooperation to help their group members when there was competition with another group. We propose that this finding makes sense given the evolutionary functions of social helpfulness and aggression.
[nbnote ]http://www.eurekalert.org/pub_releases/2012-06/afps-awf060412.php[/nbnote][nbnote ]http://dienekes.blogspot.it/2012/06/broad-faced-men-more-co-operative-in.html [/nbnote]

Inutile dire come ricerche simili rivalutino il lavoro di Lombroso e ne riabilitino le idee massacrate da anni di ingiusta ridicolizzazione. E’ evidente l’intuizione di Lombroso fosse giusta pur se scorretta in alcune sue teorie specifiche su alcune popolazioni, mancando, ai suoi tempi, dei mezzi moderni di ricerca.

In definitiva: c’è una stretta relazione tra morfologia facciale e comportamento. Gli individui con volti e fronte ampi sono portati a massimizzare i propri interessi nel proprio ambiente sociale (la propria etnia, gruppo, nazione), ma sono gli stessi pronti a sacrificarsi quando è il benessere del gruppo ad essere minacciato da “una rivalità esterna”.

 

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