Traffico di “Salafiti” tra Italia e Nordafrica: terrore migrante

Momenti di forte tensione, ieri sera, nel porto della capitale tunisina di La Goulette, per l’arrivo, a bordo di una nave di linea proveniente da Palermo, di decine di estremisti islamici, appartenenti alla corrente salafita, che avrebbero voluto scendere a terra, con le loro autovetture, senza sottoporsi ai normali controlli della polizia di frontiera. La situazione di stallo è andata avanti per ore sino a quando i salafiti hanno deciso di sottoporsi alle normali procedure, forse a questo indotti dal forte dispiegamento di forze di sicurezza dentro l’aerea portuale. Già durante la traversata, secondo quanto riferisce il sito Tunisie Numerique, i salafiti avevano scandito i loro slogan celebrando la grandezza di Allah e gridando che la Tunisia “è uno Stato musulmano”. Avvertiti dal personale della nave di quanto stava accadendo a bordo, le autorità del porto di La Goulette hanno chiesto alla polizia di predisporre tutte le misure necessarie per evitare incidenti.
Quando la nave ha attraccato, i salafiti hanno preteso di scendere a terra, dicendo che, con eventuali  controlli, si sarebbe soltanto voluto impedire loro di entrare nel territorio nazionale. Davanti all’intransigenza delle autorità di pubblica sicurezza, i salafiti hanno bloccato sulla nave, con i loro automezzi, le uscite per le vetture. La situazione è tornata calma solo quando hanno accettato di affrontare le procedure di identificazione da parte della polizia di frontiera. [nbnote ]http://palermo.repubblica.it/cronaca/2012/05/27/news/bloccata_in_tunisia_la_nave_da_palermo-36004953/[/nbnote]

La presenza di estremisti islamici in Italia è cosa ormai nota, l’immigrazione ha portato anche questo “dono”. Le scorribande di questi signori sono altrettanto note, l’episodio in esame è solo l’ultimo di una lunga serie di fatti inquietanti accaduti in luoghi e tempi diversi. In particolare i Salafiti si sono resi protagonisti, negli ultimi tempi, di azioni violente sia in Nordafrica che in Europa, evidenziando tutto il loro fanatismo. Questa scuola di pensiero sunnita, se così vogliamo definirla, propone il ritorno all’Islam delle origini, quello praticato dai “pii antenati” vissuti ai tempi di Maometto, considerati un esempio di vita religiosa; ha, per ovvie ragioni, una forte connotazione antioccidentale e antimodernista e nelle recenti elezioni tenutesi nei paesi Nordafricani ha ottenuto grandi successi. In Tunisia ogni speranza “democratica” rischia di naufragare in quanto i Salafiti, repressi sotto il regime laico di Ben Ali, stanno tentando in tutti i modi di imporre la loro “visione del mondo”.  Questa premessa, utile per avere un’idea sulla caratura di tali personaggi, permette di comprendere la pericolosità della situazione.

Un vero e proprio “traffico di Salafiti” si è sviluppato tra Italia e Nordafrica, questi signori seminano terrore ovunque si trovano e ora si permetto anche il lusso di sequestrare intere navi di linea terrorizzando i passeggeri. Urlano slogan deliranti, utilizzano la violenza come unico strumento per diffondere le loro idee arcaiche, disintegrano tutto ciò che non è conforme a dettami del Salafismo, questa è la realtà. La gioia più grande, per loro, consiste nella creazione di uno Stato Islamico; pensiamo a cosa accadrebbe se i cristiani andassero in giro per il mondo ad imporre la creazione di Stati Cristiani, dove tutto deve essere conforme ai dettami della Bibbia.  Appurato ciò, non sarebbe forse il caso di impedirne l’arrivo in Europa? Magari prima che comincino anche qui a dare fuoco ai locali che vendono alcolici o alle donne islamicamente inadeguate (ovvero, dal loro punto di vista, tutte le donne occidentali), come hanno fatto negli ultimi mesi proprio in Tunisia? Non sarebbe il caso di iniziare a proteggere i popoli europei dai nuovi barbari, prima che si finisca come l’impero romano? La Storia non ha insegnato nulla?

Tutti i Patrioti europei siano uniti in questa battaglia comune, la nostra identità, compresa quella spirituale,  è la cosa più importante. Chiudere le frontiere, respingere il “migrante”, rimpatriare chi ha invaso il nostro sacro suolo: se non faremo questo vorrà dire che non siamo degni eredi dei nostri avi, ovvero di coloro che con il proprio sangue hanno costruito la più gloriosa civiltà di tutti i tempi.

Una sintesi degli ultimi fatti di violenza che hanno visto per protagonisti i Salafiti, in Europa e in Tunisia:

-Bonn, 6 maggio 2012 – E’ di un centinaio di fermati e una trentina di poliziotti feriti il bilancio degli scontri a Bonn tra militanti di estrema destra e un gruppo di salafiti, infuriati per una mostra di vignette su Maometto. L’organizzazione di estrema destra Pro-Nrw da martedì scorso aveva allestito nei pressi della moschea dell’ex capitale tedesca una provocatoria esibizione di immagini considerate blasfeme per l’Islam, tra cui alcune vignette del disegnatore danese Kurt Westergaard, già all’origine di un’ondata di violente proteste nei Paesi musulmani. Nella notte di sabato, una trentina di attivisti sono stati insultati da 600 manifestanti per lo piu’ musulmani salafiti che contestavano la mostra, peraltro autorizzata da un giudice contro il parere delle autorità politiche locali. Alcuni salafiti hanno sfondato il cordone di sicurezza della polizia e hanno attaccato con pietre e bastoni la zona dell’esposizione. (si tratta, è evidente, di veri e propri scontri etnici nel cuore dell’Europa tra autoctoni e immigrati islamici fondamentalisti) (…)[nbnote ]http://qn.quotidiano.net/esteri/2012/05/06/708268-bonn-neonazisti-scontri-salafiti.shtml[/nbnote]

– 27 gen 12 (Ansa) – Polizia incalza il governo, ‘Vogliamo mani libere’. La polizia tunisina non intende più assistere impotente alle esplosioni di violenza, politica e sociale, e chiede ufficialmente al governo di potere reagire con tutti i ”mezzi dissuasivi” di cui formalmente dispone. La richiesta è contenuta in una richiesta dell’Unione nazionale sindacale delle forze di sicurezza che ha sollecitato all’esecutivo la pubblicazione del decreto legge che deve regolare i comportamenti della polizia e che gli agenti sollecitano per mettere fine alla violenza e imporre a tutti il rispetto della legge. La presa di posizione, molto dura al di là del linguaggio usato, segue una lunga catena di violenze nel Paese, a cominciare da quelle messe in atto dai salafiti, che, approfittando anche della scarsa reazione delle forze di sicurezza, hanno messo a ferro e fuoco intere città – Sidi Bouzid, Le Kef, Jendoouba, Kairouan, Sousse, Ezzahra – con motivazioni ideologiche (no al consumo di alcol e alla prostituzione), ma anche di ordine pubblico (hanno attaccato un posto di polizia dove si trovavano loro confratelli arrestati per avere mozzato la mano di un presunto ladro). (…)

– 23 feb 12 (Ansa) – Sciopero docenti ateneo per violenze salafiti. I docenti delle facoltà umanistiche dell’università La Manouba hanno sospeso le lezioni in segno di protesta per il moltiplicarsi di ”aggressioni fisiche e verbali da parte di un gruppo di studenti”. Il riferimento è agli studenti salafiti che, da settimane, cercano di rimuovere il divieto – disposto dal regolamento vigente in tutti gli atenei – alle ragazze che indossano il velo integrale di frequentare le lezioni ed affrontare esami. (…)

– 7 mar 12 (Adnkronos/Aki) –  No al niqab in aula, a La Manouba scontri tra studenti salafiti e laici. Non si placano le tensioni a La Manouba, in Tunisia, dopo l’esplosione di rabbia seguita al rifiuto di ammettere in un’aula universitaria studentesse con il niqab, il velo integrale. Oggi nella sede della Facoltà di Lettere, Arti e Scienze umanistiche dell’università locale si sono registrati scontri tra un gruppo di studenti salafiti e altri universitari. Il bilancio dell’ennesima esplosione di violenze parla di almeno cinque feriti. (…)

– 23 apr 12 (Adnkronos/Aki) –  Ministro Affari religiosi, ‘salafti effetto collaterale rivoluzione’. L’escalation della corrente salafita in Tunisia, dove di recente si è assistito ad atti dissacratori contro alcune chiese e sinagoghe e ad appelli ad uccidere gli ebrei, è un “effetto collaterale della rivoluzione”. Ne è convinto il ministro tunisino per gli Affari religiosi, Noureddine Khadmi, che in un’intervista condanna fermamente questi episodi. Secondo Khadmi, il fenomeno dell’ascesa dei salafiti “non deve essere affrontato con soluzioni di sicurezza o con misure straordinarie, ma attraverso una strategia basata sugli aspetti ideologici e scientifici e sul dialogo, lontana dallo scontro e dalla violenza”.  (…)

– 9 mag 12 (Ansa) – Centinaia di uomini vegliano su pellegrinaggio ebrei. Centinaia di uomini, da ieri, stanno vegliando sulla sicurezza degli ebrei (tunisini e provenienti dall’estero) che si recheranno a Djerba per il tradizionale pellegrinaggio alla sinagoga de La Ghriba, la più antica del continente. Le misure sono state adottate dopo le ripetute minacce rivolte sia agli ebrei tunisini (sono circa duemila, concentrati soprattutto a Djerba, per la vicinanza con la sinagoga) che agli israeliani (stando all’allarme lanciato da una delle agenzia dell’intelligence di Gerusalemme) da elementi del fondamentalismo islamico, soprattutto salafiti. (…)

– 12 mag 12 (Ansa) – “Sei un ladro”: Salafiti tentano di mozzargli una mano. Un giovane, sospettato di avere tentato di rubare una motocicletta ad un salafita, a Jendouba, è stato aggredito, ieri sera, da un gruppo di estremisti islamici, che hanno tentato di mozzargli una mano a colpi di coltello. Il giovane, soccorso da alcuni passanti, è stato portato nell’ospedale di La Rabta, a Tunisi, dove questa mattina, secondo quanto riferisce il sito Tunisie Numerique, è stato sottoposto ad un intervento chirurgico, che è riuscito.  I medici hanno lavorato per ricucire i tendini che erano stati fortemente lesionati, ma non recisi, dalle coltellate. E’ la seconda volte che a Jendouba i salafiti applicano la sharja nei confronti di presunti ladri. Era già accaduto il 13 marzo scorso, con le medesime modalità di ieri sera.

– 21 mag 12 (TMNews) –  Bar chiusi: governo a salafiti, ‘da Stato tolleranza zero’. Il Guardasigilli tunisino, Nureddin Bhiri, ha lanciato un avvertimento agli estremisti islamici salafiti, che nel fine settimana a Sidi Bouzid, città dove ha preso il via la primavera araba, hanno tentato di vietare la vendita di bevande alcoliche, contraria alla sharia, costringendo con la forza diversi bar a chiudere. “Io dico a queste persone – i salafiti- che pensano che lo Stato ha paura di loro, che la passeggiata è finita e che coloro che superano le linee rosse saranno puniti”, ha precisato sulla radio tunisina privata “Express FM”. Da venerdì, dei salafiti hanno costretto con la forza diversi proprietari di bar a chiudere i loro locali per “imporre la loro legge”, ha spiegato all’Afp una fonte di sicurezza sul posto. Sempre dei salafiti sabato avevano appiccato il fuoco ad un deposito di alcol a Sidi Bouzid.

– 27 mag 12 (Ansa) – Salafiti incendiano bordello e tentano di raderlo al suolo. Aggredite le donne che vi lavoravano, picchiati i clienti. Un gruppo di salafiti, che hanno agito senza che la polizia intervenisse per fermarli, hanno attaccato ieri sera un bordello a Ghardimaou (nel governatorato di Jendouba), picchiando le ragazze che vi lavoravano, appiccando un incendio e tentando di radere al suolo la costruzione. Quest’ultimo tentativo è andato a vuoto solo perchè i salafiti non hanno trovato i bulldozer da utilizzare per buttare giù le mura del bordello. Quasi contemporaneamente un altro gruppo di fanatici ha attaccato un bar, a Dahmani, nel governatorato di Kef, i cui clienti sono stati malmenati. Il bar e’ stato poi chiuso dai salafiti, perchè vi si vendevano delle bevande alcoliche, motivo questo che è alla base di molti recenti episodi simili in tutto la Tunisia. I salafiti hanno poi attaccato e incendiato il locale posto di polizia e il canile municipale (i cani non sono particolarmente graditi agli estremisti islamici). A Dahmani le forze dell’ordine avrebbero proceduto al fermo di una dozzina di persone.

– 27 mag 12 (Ansa) – Dopo arresto confratello salafiti assaltano caserma. La caserma della polizia di Ezzahra, una delle municipalità a sud di Tunisi, nel governatorato di Ben Arous, è stata assaltata, la scorsa notte, da un gruppo di salafiti che protestavano contro l’arresto di un loro giovane confratello. Quando, ieri sera, hanno avuto notizia dell’arresto del giovane, i salafiti sono andati verso la caserma per reclamarne l’immediata liberazione. Al rifiuto degli agenti, hanno inscenato una protesta, bloccando la strada ed incendiano una delle autovetture della polizia, tentando poi di fare irruzione nella caserma, ma sono stati respinti. A Ezzahra è stato dispiegato un forte dispositivo di sicurezza già durante la notte, per evitare nuovi disordini. (…)[nbnote ]http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=10423[/nbnote]

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