Quello che dirai, sarà usato contro di te

(ANSA) –   WASHINGTON  –  Un pastore americano ha provocato sdegno quando è apparsa su internet la sua proposta di rinchiudere gli omosessuali in recinti elettrificati come bestiame e tenerceli fino alla morte. Il rev. Charles Worley ha lanciato la sua farneticante proposta il 13 maggio nella chiesa battista di Maiden, North Carolina. “Costruiamo un grande recinto” e mettiamoci dentro tutti i gay e le lesbiche e “lanciamo dall’alto cibo” “Dopo pochi anno moriranno, non potendosi riprodurre”.

Non abbiamo simpatie per i cosiddetti “pastori” americani, ma abbiamo molta simpatia per la verità e antipatia per chi usa le parole in modo tale, da distorcerne il significato.
Dio ci scampi dagli ipocriti e dal loro mondo bigotto, fatto di povere menti che fingono di scandalizzarsi a ogni pie’ sospinto.
Un giorno è la volta del razzismo, il giorno dopo della cosiddetta “omofobia”: non c’è pace nel mondo asfissiante del politicamente corretto.
Prendiamo questo caso, e la strumentalizzazione che ne stanno facendo le lobbies omosessuali e relativiste dei media.
La parola d’ordine è “usare le tue parole contro di te”, distorcerne il senso fino a capovolgerlo. Così, la frase un po’ naif “Costruiamo un grande recinto,mettiamoci dentro tutti i gay e le lesbiche, lanciamo dall’alto cibo e dopo pochi anno moriranno, non potendosi riprodurre”, diviene “recintare gay fino a morte”.
Ecco che, la metafora di “cosa accadrebbe se”, diviene la “proposta di” ; che un’evidenza scientifica, diviene un progetto “olocaustico”. Il povero Pastore, non sono molto svegli i Pastori americani, ha detto un’ovvietà incontrovertibile, in un modo piuttosto rozzo: gli omosessuali in un ambiente chiuso tutto per loro, non potrebbero mai riprodursi e finirebbero per estinguersi come gruppo. A meno di improbabili conversioni, ovviamente.

E’ quindi importante imparare a porre gli argomenti: mai indietreggiare sul significato degli stessi. Mai rinunciare al senso profondo dei valori nei quali crediamo: ma il modo nel quale decidiamo di esprimerli, quello si, deve mutare e si deve fare argomentativo. Più saremo in grado di farlo, più i nostri “memi” si innesteranno nella società e diverranno “dominanti”.
Non diamo armi ai nuovi bigotti dell’antirazzismo e dell’omosessualismo. Ai fanatici Farisei della nuova religione multiculturale, i quali altro non aspettano che di inchiodarci alle nostre parole.

 

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *