Come mai, la Siria dei massacri ai “giovani ribelli” (in realtà la storia è molto diversa), riempie le pagine dei giornali mentre le stragi del sanguinario re del Bahrein, sono trattate con molto “tatto” dai nostri media di distrazione di massa?
Come mai, nessuno si scandalizza o si scandalizza en passant, per il gp di formula uno in quel di Manama, mentre urla e starnazza se a Damasco si spara?
L’ultima parte del video è piuttosto “stupida” e non comprende la complessità demografica che è all’origine della rivolta. Analizziamo la situazione.
Vediamo “cosa” è il Bahrein.
Questi sono i residenti nel regno del Bahrein:
| Bahraini | Altri | Africani | Americani | Asiatici | Europei | TOTALE | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Popolazione | 568,399 | 66,903 | 19,548 | 4,623 | 563,335 | 11,763 | 1,234,571 |
| Percentuale | 46.0% | 5.4% | 1.6% | 0.4% | 45.6% | 1.0% | 100% |
Come si vede, gli immigrati rappresentano più del 50% della popolazione, cosa che non deve sorprendere. E’ la norma nei paesi del Golfo, dove gli autoctoni non lavorano, o svolgono solo lavori non manuali, foraggiati dai proventi del petrolio ma nella tradizione araba che vuole il “lavoro manuale” come “indegno”. Ovviamente gli immigrati sono, in quei paesi, delle “non-persone”: giuridicamente tra le bestie e le donne. Se poi siano più in basso le prime o le seconde, è materia contesa.
Ma il caso del Bahrein, è peculiare per un altro motivo. In realtà i Bahraini, ovvero gli “autoctoni” del paese, non sono religiosamente ed etnicamente omogenei, e questo è l’epicentro dal quale il terremoto attuale prende forma. Una minoranza, il 30%, di Sunniti, domina la maggioranza sciita, il 70% dei Bahraini. L’importazione di manodopera estera è anche legata al voler marginalizzare la popolazione sciita.
I Sunniti giunsero dall’Arabia Saudita due secoli fa al seguito della famiglia Al Khalifa, che oggi regna sul paese con il supporto dei correligionari sauditi, terrorizzati da un Bahrein sciita nell’orbita dell’Iran sciita.
E siccome l’Iran è il “cattivo”, mentre i waabiti di Riad sono “buoni”, allora nessuno leva la propria voce contro i massacri di Manama perpretati dalla dittatura, mentre starnazza continuamente contro quelli del regime siriano.
E per questo, nessun attore o fantasmatico regista umanitario, si è scandalizzato per il Gp di F1 che si tiene in Bahrein, a Manama, mentre intorno la folla muore caricata dai soldati sunniti del Re.
Un altro dei motivi, per i quali il “Bahrain (o meglio il suo dittatore) non si tocca”, è perché sede della V° Flotta americana. Quella deputata a “controllare” le azioni dell’Irana nel Golfo Persico, e a proteggere lo strategico Stretto di Hormuz.
Come sempre, due pesi e due misure, in cerca della convenienza.
E’ ovvio che in politica estera si ragioni in base ai propri interessi nazionali, ma almeno si eviti di utilizzare il solito, e liso, paravento dei “diritti umani” per la prossima avventura siriana. Dite: andiamo a bombardare Assad, perché è nostro interesse.
Noi non siamo d’accordo, perché non riteniamo sia nostro interesse. Ma almeno, avrete smesso la maschera dell’ipocrisia umanitaria. Maschera che non vi si addice.
E non si addice nemmeno ai piloti di formula uno, quelli delle “iniziative di beneficenza”, quelli che credono di essere “buoni”, perché vanno al ballo di beneficenza del Principe di Monaco. Anche loro, dismettano il finto umanitarismo che li contraddistingue: correranno per soldi, mentre a pochi metri la gente muore. Tutto il resto è finzione per i bambocci davanti alla tv.