Così, come il Parlamento è l’architrave della Democrazia Liberale, il Popolo è la pietra angolare della Democrazia Identitaria, che trae la propria origine dal sistema di governo delle Polis greche e della corrente populares della Repubblica Romana. Il Parlamento fa la sua apparizione moderna nell’Inghilterra medievale, come contrappeso “oligarchico” al potere regale: il parlamento è quindi, un luogo dove la sovranità viene “limitata” attraverso il controllo di un ristretto ordine sociale o, come nel caso dei Baroni inglesi, aristocratico.
Per questo, la moderna Democrazia Identitaria non prevede l’esistenza del Parlamento tra le sue strutture di governo: perché oggi, la sovranità, non appartiene più al Re, ma al Popolo e alla Sua volontà, limitarla attraverso il contrappeso oligarchico di un organo seppur elettivo, è limitare l’essenza stessa della Democrazia: la volontà popolare non deve avere limiti, se non nella volontà stessa del Popolo.
L’attività legislativa, è per questo direttamente svolta dal Popolo, attraverso lo svolgimento di referendum che possono essere presentati da un numero minimo di cittadini o dal Console eletto.
L’attività esecutiva dell’ordinamento è svolta dal Console, eletto direttamente dal Popolo ogni tre anni e la sua attività è controllata dal Consiglio dei Censori che, in caso ravvisino gravi inadempienze, possono con deliberazione unanime chiederne la rimozione al Popolo stesso.
Il Consiglio dei Censori è eletto dal Popolo ogni cinque anni.
La Democrazia Identitaria prevede un rapporto diretto, quasi “erotico” tra il Popolo e il Console, come un “daimon” che possiede entrambi. Non esiste la mediazione del massimo organo oligarchico, ovvero del Parlamento e, essendo le leggi diretta emanazione popolare, non esiste una Corte Costituzionale: il Popolo stesso è fonte di diritto e di legge.