Due avvenimenti oggi, all’apparenza tra loro scollegati, che invece lo sono profondamente
A Gela, profondo sud, Nunzia, una pensionata di 80 anni dopo essersi vista decurtare la pensione da 600 a 400 euro, si è suicidata. Intanto a Petra in Giordania, proseguiva la vacanza visita dell’ultraottantenne Napolitano nel Vicino Oriente.
Nessun giornalista, giornalista si fa per dire, osa sottrarre la propria voce al coretto elogiativo verso l’Uomo del Colle e alzarla contro lo sperpero di denaro che il Quirinale e il suo entourage di nani e ballerine praticano quotidianamente. In questi giorni si è aggiunto l’inutile, e costoso, viaggio tra le dune del deserto al cospetto dei vari dittatorelli mediorientali. I dittatorelli buoni, quelli allineati al “pensiero globale”.
Inutile, perché privo di qualsiasi valenza politico strategica, visti i compiti puramente cerimoniali del Presidente della Repubblica. Costoso, perché in tutto costerà qualche milione di euro, sufficenti a rendere dignitose le vite di molti pensionati.
L’Italia è in una profonda recessione, causata dalla pervicace e delinquente insistenza a rimanere nell’Euro. Una recessione appesantita e trasformata in depressione dalla grandinata di tasse voluta da Monti, figlio putativo di Napolitano. Insomma, l’Italia vive una grave crisi che sta mettendo in ginocchio interri settori economici e sociali, e il responsabile primo della catastrofe cosa fa? Va in gita premio, una costosa gita premio, insieme a tutto il suo codazzo di cicisbei.
Una donna è morta oggi, uccisa dalla disperazione di vedersi dimezzare la pensione. Nello stesso tempo, un uomo della sua stessa età era a godersi le sue cinque future pensioni(parlamentare, parlamentare europeo, presidente della Camera, presidente della Repubblica, senatore a vita) a spese del contribuente italiano.
E i soldi per tutti i suoi privilegi, compresi i suoi inutili viaggi, non arrivano dal cielo, sono il “bottino”: vengono dai tagli alle pensioni di centinaia di anziani abbandonati a se stessi, vengono dalle pensioni decurtate a tante piccole Nunzie.
Tanti anziani, vedove sole, che non hanno voce. Non hanno associazioni a difenderli, perché non si chiamano Mohammed o Tatiana. Non hanno i media che ne occupano, perché non spaccano vetrine e soffrono in silenzio. E nel silenzio muoiono.
E’ tempo di vendicarli.