L’integrazione non esiste
In pochi giorni abbiamo due casi molto simili. Quello che lega Tolosa a Milano, oltre il comune obiettivo e la comune appartenenza etnico-religiosa, è che ambedue i terroristi erano “integrati”.
Nulla lasciava presagire, secondo i loro conoscenti, l’odio che covavano dentro contro la società che li ospita.
E allora, questo dimostra come in ogni immigrato si possa nascondere un potenziale terrorista. Tutti, nessuno escluso.
Non importa quanto sembrino integrati, non importa che si vestano all’occidentale, non importa che siano nati in Italia o in Francia, che ne “mimino” la lingua e le abitudini: non importa.
Non è un documento, non è dichiarando per decreto presidenziale che un immigrato è Italiano, che questi diviene tale. Le cose non funzionano così, l’animo umano conserva l’appartenenza pre-moderna alla propria essenza biologica.
Un Marocchino non sarà mai Italiano. E non lo sarà mai un Albanese, un Cinese o un Congolese.
Chiunque appoggi o proponga lo Ius Soli è un collaborazionista: si schiera con le forze di occupazione contro la propria gente. E da colloborazionista deve essere trattato.
Chiunque difenda o istighi all’edificazione di nuove Moschee, è un delinquente che attenta al futuro del proprio Paese e dei propri figli. E da delinquente deve essere trattato.
In sintesi: chiudere tutte le Moschee, rimpatriare gli immigrati islamici e denunciare per “xenofilia” i loro leccapiedi.