Nazionalizzare le Banche

«Non è chiaro che le banche sono imprese e hanno il diritto/dovere di fare profitti. Non possiamo essere servizio pubblico perché è in contrasto con la nostra natura giuridica e i milioni di azionisti che abbiamo, perché cozza con le scelte privatistiche che il Paese ha fatto per tempo e il modello adottato in tutto il mondo. In più le ricordo che mentre nel resto d’Europa gli Stati hanno usato i pacchetti anticrisi per salvare le banche, spendendo duemila-miliardi-di-euro, da noi i soldi sono stati impegnati per tamponare gli effetti sociali della crisi. Le pare un merito da poco?»[nbnote ]http://www.corriere.it/economia/12_marzo_04/non-siamo-un-servizio-pubblico-le-banche-devono-guadagnare-dario-di-vico_66d690d2-65d0-11e1-be51-f4b5d3e60e3d.shtml[/nbnote]Giuseppe Mussari-Presidente ABI

Infatti, il modello adottato in tutto il mondo è sbagliato. Una cosa, non diventa buona e giusta, se tutti la fanno. Lo è, o non lo è, e le banche private non lo sono.
Ora qualcuno griderà al “comunismo”, ma sarebbe uno sciocco, perché a differenza di quello che dice Mussari, la banche non sono imprese qualunque: non producono beni o servizi. Creano denaro dal nulla.
E la creazione di denaro non può essere “privata”, è un “privilegio” consustanziale alla sovranità, dalla quale non può essere scisso. Invece siamo in una situazione paradossale, nella quale persino le cosiddette Bance Nazionali come la Banca d’Italia o la Bundesbank, sono in realtà strutture private. E se qualcuno, come il governo ungherese, ne paventa il ritorno nell’alveo della democrazia, lo si aggredisce da ogni lato.
Per comprendere come mai non dovrebbero esistere banche private, si deve entrare almeno superficialmente nel funzionamento del credito.
Per farlo, riduciamo tutto il sistema bancario ad una sola banca e tutti i correntisti a due soli individui. Prendiamo l’esempio più semplice: esiste la banca A che ha due correntisti Luca e Andrea. I due hanno entrambi 10.000€ sul loro conto, quindi la banca ha 20.000€ depositati.
Un giorno Luca va in banca e gli viene concesso un prestito di 50.000€ per iniziare un’attività: con questa semplice operazione, la banca “crea denaro dal nulla” mettendolo a bilancio come “crediti da Luca”. Questo denaro non esiste al momento della creazione, perché la banca non ha quel denaro depositato, la banca si avvale invece del privilegio sovrano di “battere moneta”.
Quando Luca ripagherà il “prestito”, verserà alla propria banca denaro che gli è stato prestato, ma che la banca non aveva. Immaginiamo per un istante di poter avere lo stesso privilegio, diverremmo ricchi in breve tempo.
Ed è per questo motivo che non dovrebbero esistere banche private, perché il privilegio che viene loro concesso è fuori da ogni regola democratica: non si può chiedere interessi su denaro che non esiste.
Ora, questa non è la sede per approfondire il tema, che è molto più complesso di come lo abbiamo descritto sopra, ma l’esempio rispecchia seppur superficialmente il funzionamento del sistema bancario, che dovrebbe essere totalmente pubblico e privo di interessi. Chi contrae il prestito dovrebbe solo ripagarne il valoro indicizzato all’inflazione, più le commissioni di gestione.
Le banche non sono imprese, non ha senso la “concorrenza” in ambito bancario, perché non c’è alcun prodotto o servizio che dipende dalle capacità particolari dell’uno o l’altra banca.
Il grave errore è ritenere la “banca” come un’attività imprenditoriale, quando invece è, attraverso la creazione di denaro, il “benzinaio del sistema produttivo”. Ma visto che la benzina (il denaro) è la stessa, non ha senso vi siano decine di banche, e siccome questa benzina non appartiene alla singola banca, ma viene “estratta” avvalendosi del privilegio sovrano, allora ha senso che vi sia un’unica Banca Nazionale con uffici in ogni comune. E ha senso, che questa Banca Nazionale non chieda interessi, su denaro che crea avvalendosi del privilegio sovrano che il popolo le concede.

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2 Comments

  1. kovaljov marzo 5, 2012 8:53 pm  Rispondi

    dove le impari ste cagate? su nuovo ordine futuro?…ma sarai scamo, mah

    • admin
      admin marzo 5, 2012 10:17 pm  Rispondi

      Su quelle cose rettangolari che chiamano libri. Non so se ha presente.
      Comunque la prossima volta cerchi di argomentare sul merito, altrimenti cambi lidi.

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