C’era un Console ad Osaka

Adesso il richiamo in Italia è definitivo. Al console generale ad Osaka Mario Vattani è stato formalizzato ieri dalla Farnesina. “Vattani tornerà quindi a Osaka solo per il disbrigo delle formalità di rientro – precisano fonti vicine al concolato – conformemente alle procedure vigenti”.

Lo scorso gennaio Mario Vattani era finito al centro di forti polemiche per essere apparso in un video mentre inneggiava alla “bandiera nera”. Vattani era stato ripreso durante un concerto nel maggio del 2011 organizzato a Roma da Casa Pound, un centro sociale di estrema destra. Il figlio dell’ex segretario generale della Farnesina – l’ambasciatore Umberto Vattani, diplomatico di lungo corso e per molti anni presidente dell’Ice – è ministro plenipotenziario ed era stato nominato console generale ad Osaka il 25 luglio del 2011.

Non ci interessa conoscere le idee del Console Vattani, non sono le idee, a contare, nello svolgimento del suo lavoro.
E’ inammissibile che un individuo, qualunque ideale professi, possa essere punito per avere partecipato ad un “concerto”. Ed è inammissibile che non vi sia stato alcun organo di stampa a noi noto, che si sia scandalizzato per questa indiscutibile ingiustizia. Che nessun sindacalista, politico o intellettuale, si sia sentito in dovere di esprimere il proprio disgusto davanti ad una palese discriminazione. Inconsapevoli, tra l’altro, che un domani potrebbe colpire uno di loro.
E’ ovvio in questa vicenda, il chiaro intento punitivo per essere ed esprimere idee contrarie a quelle di un certo circolo oligarchico. Ma non è questa la Democrazia.
Per essere chiari: un diplomatico deve essere giudicato nello svolgimento del suo compito, non per le proprie preferenze musicali e politiche, se queste non interferiscono con lo stesso.
E se applicassimo questo metro, chi oggi alla Farnesina dovrebbe essere rimosso tra il “cantante” Vattani, e il “ministro a novanta gradi” Terzi che ha consegnato i nostri due soldati alla in-giustizia di un paese del terzo mondo? Dubbi in proposito?

Ancora, se domani si “scoprisse” che il console italiano a Grantville, diede sfogo alle proprie corde vocali in un Centro Sociale, non per questo dovrebbe essere rimosso. E sicuramente la canea qualunquista dei Corrierini e delle Repubblichette si scatenerebbe a sua difesa. Non per Vattani.
Perché a differenza nostra, per i “custodi della verità”, le regole valgono solo se applicate a chi non la pensa come loro. Per noi, invece, valgono a prescindere dalle idee professate.

Ps. A proposito, a quando una totale riorganizzazione della struttura diplomatica con soppressione dei consolati e delle ambasciate inutili? Speriamo almeno, ma non accadrà, che venga colta l’occasione per chiudere l’inutle consolato di Osaka e sostituirlo con un semplice ufficio turistico.
Non credo, i Giapponesi avrebbero difficoltà ad usare il computer, per richiedere il visto turistico.

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