Il Presidente Berlusconi ha detto: “Non potevamo fare la guerra al Brasile”. Certo, noi la guerra la facciamo alla Libia.
Francamente, la politica estera del Governo, è piuttosto bizzarra: bombardiamo i paesi che ci aiutano contro l’immigrazione, come la Libia, e usiamo la “diplomazia” con la Tunisia che ha riversato sulle nostre coste orde di delinquenti incarogniti. Si vede la “mano” di Frattini, la grande capacità del novello “Ciano”: avete notato? Pare usino la stessa brillantina.
Veniamo al caso Battisti, e alle implicazioni di uno scontro di natura economico-sociale con il Brasile: secondo gli ultimi dati raccolti, fino al 2009 l’Italia era un importatore netto dal Brasile, ovvero importavamo più di quello che esportavamo. Questo trend è lievemente diminuito, e oggi la bilancia commerciale è quasi in equilibrio, ciò vuol dire che eventuali sanzioni economiche non avrebbero, dal punto di vista della crescita, un impatto sostanziale.
Certamente ci sarebbero settori che verrebbero colpiti, quelli più attivi nell’export verso il Brasile, ma anche settori avvantaggiati, quelli che potrebbero sostituire le importazioni dal paese del Carnevale: purtroppo i settori colpiti sarebbero le manifatture, che svolgono il ruolo principale delle esportazioni italiane, mentre sarebbero molto pochi, quelli
“avvantaggiati” , visto che l’Italia importa dal Brasile essenzialmente materie prime e non beni intermedi o strumentali. Ergo, difficilmente queste importazioni potrebbero essere intercettate internamente, nella maggior parte si sposterebbero invece verso altri paesi esportatori di materie prime. Un settore dell’Import che invece subirebbe un forte contraccolpo, sarebbe quello dei Trans, pensate la disperazione dei Marrazzo…
Se però andiamo a vedere i numeri e li inseriamo nel “totale” del nostro export, scopriamo che il Brasile non pesa più dell’ l’1% con 3,8 Miliardi di € sul totale, quindi, non un dramma, nel caso di scontro commerciale.
In conclusione, dal punto di vista economico, l’Italia subirebbe un impatto molto lieve da un eventuale confronto con il paese sudamericano, insignificante rispetto a quello subito a causa dell’aggressione alla Libia.