Tempo fa, pubblicammo una nostra proposta per una “dissoluzione ordinata” dell’Euro, oggi un gruppo di economisti francesi, pubblica un appello[nbnote ]http://www.observatoiredeleurope.com/Pour-un-demontage-concerte-de-l-euro_a1717.html[/nbnote] che ricalca quasi interamente la tabella di marcia che avevamo proposto[nbnote ]http://identità.com/blog/2011/11/10/cinque-mosse-per-salvare-litalia/[/nbnote].
Vi invitiamo a leggere questo intervento, al quale abbiamo aggiunto alcuni nostri commenti e puntualizzazioni:
La vera causa della crisi dell’euro, è l’inesorabile crescita del debito estero in metà dei paesi della Eurozona. La necessità di fare appello al capitale estero, indica che la questione fondamentale è che le risorse interne non erano abbastanza utilizzate per sviluppare le capacità produttive dei paesi interessati e per renderli competitivi. L’indebitamento netto estero colpisce due terzi dei membri dell’area dell’euro.
I più colpiti sono i paesi meno competitivi, come la Grecia, il Portogallo e la Spagna, così come l’Irlanda. Un secondo gruppo di paesi include l’Italia, dove l’indebitamento netto esterno è il 27%, e la Francia 30% , i quali sono dovuti essenzialmente a un accumulo di deflussi di capitale da investimenti diretti esteri; per la Finlandia e l’Austria, l’indebitamento netto rimane minimo, rappresenta meno dell’8% del PIL. Non solo, altri paesi della zona euro non sono interessati dal problema, ma al contrario sono creditori netti di capitale: Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e soprattutto Germania.
In queste condizioni, l’ostinazione dei governanti per continuare, a marce forzate, lo stallo dell’euro non può condurre che, ad un generale peggioramento della situazione economica in Europa fino alla deflagrazione dell’Euro. Mentre l’interesse dei nostri concorrenti, Usa e Cina[nbnote ]Al di là della propaganda eurofanatica, è ovvio che Usa, e soprattutto Cina, abbiano tutto l’interesse alla permanenza dell’Euro.
E’ solo con l’Euro , moneta sopravvalutata, che la Cina può inondare l’Eurozona di merci scadenti e mettere fuori gioco le produzioni europee. Solo la Germania si avvantaggia dell’Euro, perché è svalutato rispetto al Marco.[/nbnote] è nella sopravvivenza della moneta unica europea, l’Euro è condannato, prima o poi, ad un’esplosione incontrollabile. Per evitare questo disastro, i firmatari di questo testo chiedono una cooperazione europea che porti a termine il necessario smantellamento dell’euro.
Ecco le nostre proposte per portare a termine un ritorno controllato alle monete nazionali, prima che avvenga in modo disordinato:(1) Le valute nazionali verranno ricreate in ciascuno dei paesi della zona. Ciò sarà possibile scambiando l’euro esistente, alla pari, in questa nuova unità di valuta. Per i biglietti, sarà sufficiente un periodo di transizione breve, durante il quale le vecchie banconote – già oggi le monete emesse da ciascuna banca nazionale sono munite di un segno distintivo per paese (“U” il marchio della Francia- S per l’Italia) – dovranno essere “segnate con un simbolo”, fino a che una quantità sufficiente di nuove banconote della nuova moneta nazionale, sarà stata stampata per lo scambio. Lo scambio può avvenire molto rapidamente dal momento che già oggi, gli Euro hanno una distinzione nazionale. [nbnote ]Lo stesso avvenne con la dissoluzione dell’Impero Austro-Ungarico nel ’19.
[/nbnote](2) Alla data nello smantellamento dell’euro, le parità monetarie delle nuove monete nazionali, verranno definite di comune accordo, per ripristinare le normali condizioni di cambio. Questo è l’unico modo per risolvere correttamente il problema principale, che è quello del debito estero netto. Essa prenderà in considerazione l’aumento dei prezzi per ciascun paese dopo la creazione dell’euro e la situazione del suo commercio estero. Le svalutazioni o rivalutazioni necessarie saranno definite con un’unità di conto europea, sarà calcolato il valore internazionale ad una media ponderata di tasso di cambio delle valute nazionali, come è avvenuto per l’ex scudo.
(3) All’interno di ciascuno dei paesi rimarranno invariati, i prezzi di beni e servizi, nonché i valori delle attività e conti bancari, che saranno ridenominati nella nuova valuta. La scomparsa dell’euro farà si che il debito pubblico di ogni stato sarà convertito nella valuta nazionale corrispondente, indipendentemente dei creditori, diversi da quelli che detengono i crediti commerciali. Al contrario, i debiti esterni di agenti privati, come pure i loro crediti commerciali esterni, saranno convertiti in unità di conto europea. Anche se questa soluzione avvantaggia i paesi forti e colpisce gli altri , è il solo realistico per garantire la sostenibilità dei contratti in precedenza.[nbnote ]Qui non siamo d’accordo, secondo noi, anche i debiti privati dovranno essere convertiti nella moneta nazionale del debitore[/nbnote]
(4) Senza la necessità di stabilire un controllo sul flusso dei capitali, tutti i governi dichiareranno una vacanza bancaria per un periodo limitato. Le banche saranno temporaneamente per il periodo necessario a determinare quelle sane o quelle che dovranno fare appello alla Banca centrale. Le valutazioni saranno adottate durante questo periodo. La soluzione sarà sulla base di un principio universale di decidere che la garanzia sarà a carico delle banche centrali, che perderanno la loro indipendenza per tornare allo status precedente al 1970. Lo stato proteggerà i risparmiatori, se necessario, prendendo il controllo di una parte del sistema bancario. [nbnote ]Noi siamo per una nazionalizzazione del Sistema Bancario, che non è un settore economico come gli altri e condividiamo la proposta del controllo democratico sulla Banca Centrale che è, esattamente, quello che stanno tentando di fare in Ungheria[/nbnote]
(5) I tassi di cambio nominali delle valute nazionali rimarranno fissi, in questo stesso periodo, secondo la parità stabilita di comune accordo. Quindi, verrà introdotta una fascia di fluttuazione del cambio sul mercato, entro un margine di fluttuazione di + 10%. Un nuovo sistema monetario europeo potrebbe poi essere studiato per stabilizzare i tassi di cambio reali.
(6) Questa operazione sarebbe facilitata se, prima di smantellamento dell’euro, il tasso di cambio aveva fortemente indebolito rispetto alle altre valute. Alla fine di un costoso euro probabilmente non sarà accettata dai nostri partner o dalla Banca centrale europea, ma la Francia contribuirà a far progredire l’abrogazione del 1973 Giscard Act. Che vietato il finanziamento del debito pubblico, dalla Banca centrale, era anche stata consolidata una volta nel trattato di Maastricht e poi una seconda nel trattato di Lisbona.
In futuro, noi crediamo necessaria, superare i problemi che sono stati mascherati dalla crisi dell’euro, in particolare la deriva speculativa del sistema bancario, conseguenza dell’abolizione del Glass-Steagall Act adottato nel 1933 (abolito nel 1999)
NOTA:
Dopo la crisi del 1929, il Glass-Steagall Act separò le banche commerciali dalle banche di investimento negli Stati UnitiFirmatari:
Gabriel Colletis, Alain Cotta, Jean-Pierre Gérard, Jean-Luc Gréau, Hureaux Roland, Gérard Lafay, Philippe Murer, Laurent Kommune, Claude Rochet, Jacques Sapir, Philippe furfante, Jean-Claude Werrebrouck (economisti)
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