No al Nucleare? E ora andiamo a Olio

È emergenza per l’approvvigionamento del gas in Italia. Il Comitato di crisi riunito al ministero dello Sviluppo ha assicurato che le famiglie sono e saranno tutelate, mentre è in corso il contenimento delle forniture alle imprese i cui contratti prevedono l’interrombibilità». Lo stesso Comitato ha dato il via libera per l’attivazione delle centrali a olio.
«La situazione è sicuramente critica, perchè dalla Russia e dalla Francia sono diminuiti i flussi, ma la situazione è ben monitorata», ha detto il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera.

Ci siamo. Molti mesi dopo il referendum che ha sancito la rinuncia dell’Italia al nucleare, ci troviamo davanti l’evidenza di cosa significhi, dipendere energeticamente da forniture estere.
Sono spesso eventi eccezionali a mettere in luce la fragilità di una situazione, a rendere evidente ciò che in tempi “normali” rimane inosservato.
Il popolo sovrano si è espresso contro l’energia nucleare, e ci sono motivi fondati per non essere in completo disaccordo[nbnote]http://www.ansaa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/medicina/2012/01/12/visualizza_new.html_43310746.html[/nbnote], ma allora, deve essere trovata un’alternativa seria, duratura ed economica. Altrimenti, tutte le riforme e le alchimie proposte dai ciarlatani del governo tecnico, volte alla riduzione dei costi, verranno superate e rese inutili dallo strangolamento energetico.
Senza una seria politica energetica, siamo destinati all’impoverimento graduale: è questa la vera emergenza.
Di vitale importanza è anche la realizzazione del gasdotto SouthStream, voluto da Putin e Berlusconi e osteggiato dagli Usa che, bypasserebbe molti paesi riducendo la dispersione e collegherebbe direttamente l’Italia al gas della Russia caucasica e indirettamente alle riserve kazake.
La guerra del futuro è una “guerra energetica”, dobbiamo combatterla senza esclusione di colpi.
Altrimenti andremo ad olio.

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