Difendi Conserva Prega

In un commento ad un precedente post, un lettore con idee diverse dalle nostre, pone dei quesiti interessanti che ci permettono di precisare la nostra visione della società. E’ sempre opportuno dibattere e confrontarsi senza censure con chi vede il mondo in modo differente.

9 maggio 2012 at 16:48

“siamo di idee differenti,ma sarei pronto a dare la vita affinchè tu possa esprimerti”,Voltaire reputo sia un grand’uomo. E unicamente per aver coniato una frase del genere. Cio è per dirti che il mio commento non è di certo una attacco alle tue convinzioni,rispetto il tuo pensiero ,ma vorrei semplicemente esporti il mio,a te che hai scritto quest’articolo. Non ti giudico,e chiedo a te di fare lo stesso , se ci riesci. E gentilmente non reputarmi di sinistra,o una persona anestetizzata dalle stronzate che dicono in politica,perchè non sto ne dormendo e ne sono comunista. Sono una persona che guarda molto oltre. La riuscita coesistenza tra popoli , in un paese, o la gestione ottimale di una terra  di transito , ponte tra due continenti, quale l’italia , spetta alla politica. L’identità di ogni italiano , varia a seconda della mentalità del soggetto stesso. Il multiculturalismo in un paese , quanto può essere deleterio? personalmente credo poco. Ti colpisce di più una persona di vasta cultura o una persona bigotta e chiusa nelle proprie mura mentali,tendi a stimare maggiormente un uomo che ha girato il mondo,ha cambiato religione , si è fatto una propri idea di politica e religione, o un uomo a  cui, la propria famiglia, il proprio periodo storico , e il proprio paese hanno inculcato cultura e religione , senza permettere a lui stesso di decidere in cui credere.Vedi la libertà è un concetto molto ampio e spesso incompresibile.Gli immigrati ,gli “stranieri” che occupano il nostro paese , stai tranquillo non lo fanno per cattiveria. E non vedo come potrebbe , questa marea di gente, strappare a noi italiani la nostra cultura. potresti rispondermi che proprio in virtù del concetto di libera scelta di cui prima ti ho parlato, molti italiani potrebbero scegliere e optare per altre culture e religioni…sta a loro decidere, ogniuno decide per se stesso, ma cio di cui bisogna essere sicuri è la propria scelat. La cultura italiana non svanirà. Sai cosa è capace di distruggere le tradizioni, la cultura e le caratteristiche di un paese? l’emulazione. Il giappone, emula l’occidente da prima della seconda guerra mondiale, certo oggi è una superpotenza , ma guarda cosa è successo alla cultura giapponese…sono scomparso ,ideologicamente dal panorama mondiale. é l’equilibrio che deve guidare un paese , l’apertura nei confronti del diverso deve essere un  privilegio , un asso da giocarsi per portare la propria nazione ad alti livelli culturali e politici.Ma purtroppo è difficile.Nessun governo è riuscito a fare cio. Se per te italiano, l’immigrazione è una minaccia, si più furbo, gira a tuo favore ciò che , apparentemente ti viene a ledere. Molti di questi uomini  sono poveri, senza nulla. Ma non banalizziamo il concetto , puntando sulla pietà . Pensiamo come questa gente può risultare utile a noi , e far stare meglio loro. Vengono qui per il lavoro,spesso li denigriamo e poi li usiamo pagandoli a nero. Siamo di fronte ad un problema che non riguarda solo me e te. Siamo difronte ad un problema politico.Ma l’essenziale è non aizzare gli animi alla violenza,che dicicamocelo,appartiene alle bestie.Siamo uomini! Con una coscienza!Siamo uguali!ma abbiamo anche uno stato da gestire , e certo l’afflusso di così tanta povera gente in un paese già povero di suo , è un grosso problema.Non prendiamocela con loro , che muoiono in mare per venire da noi, per chiederci aiuto!Prendiamocela con coloro , che per scaldare una sedia prendono 20.000 euro al mese , che non hanno tagliato i propri  stipendi per far ammazare un povero operaio che è in cassa integrazione !Prendiamocela con chi , oggi continua a mettere il nostro paese nella merda  perchè non ha il coraggio di guadagnarsi i soldi con il sudore della fronte! Prendiamocela con chi compra e regala soldi a chi non dovrebbe averli. Con quei soldi cosa si potrebbe fare ? aiutare il popolo italiano e gestire tutti quei problemi che oggi risultano ingestibili,gli immigrati,gli operai in cassa integrazione,i terremotati dell’Aquila e tanto altro  che non sto qui  ad elencare. Infine ti esorto , non per dare lezioni,tu che sei una voce che vorrebbe guidare una rivoluzione,non guidarla contro chi non ci ha sputato addosso, non guidarla contro chi non ci ha portato al suicidio, non guidarla contro chi muore anch’egli per la libertà , guidala contro chi ci ha portato all’umiliazione, credi in un italia che possa essere paese equilibrato. Non è un utopia ….è qualcosa che solo noi, singole gocce in un mare, possiamo gestire . A partire da noi l’italia può diventare qualcosa di migliore,iniziamo a muoverci, insieme!Grazie per avermi ceduto un po del tuo tempo,se vorrai,sarai libero di rispondermi.

Noi apprezziamo chiunque voglia esprimersi e dialogare in modo intelligente, confrontarsi è importante e non ho (abbiamo), alcun problema a farlo. Anzi, vorremmo che tutti, invece di scrivere volgarità, si confrontassero sul piano delle idee.
Non la “etichettiamo”,  anche perché le parole “sinistra” e “comunista”, sono vestigia di memorie passate. La vera discriminate oggi, è quella tra “identitari” e “globalisti”.
Il globalista tende alla visione di una realtà “piatta” dove gli individui non hanno un’identità, ma la scelgono a seconda del momento (vedi il transessualismo e lo Ius Soli), come fosse un mero “bene di consumo”. E questo è un punto di contatto dove si incontra l’ipercapitalismo e quella che definirei l’ideologia egocentrica de “l’Io minimo”. Ora, noi pensiamo invece che l’Identità sia una parte imprescindibile e pre-cosciente di noi, un’essenza sulla quale non abbiamo alcun diritto, che non “possediamo”, ma che ci “possiede”. Non possiamo decidere “chi siamo”, possiamo solo “divenire noi stessi”. Cercare noi stessi.
Il punto centrale del nostro pensiero è che, noi non temiamo gli “altri”, non siamo “xenofobi”, non temiamo che gli Italiani si convertano ad una cultura estranea, ma che divengano minoranza a casa propria. Che accada come è sempre accaduto nella Storia e nella Pre-Storia: i popoli invasori sovrannumerano gli invasi e li sostituiscono geneticamente e culturalmente. L’idea che la cultura “sopravviva” i popoli, è folle: i popoli non assoggettati, perdono la propria identità, non perché vi rinuncino volontariamente, ma per “sostituzione demica”, o per “imposizione”.
L’esempio più calzante, è quello della transizione neolitica dell’Europa. L’archeologia ci restituisce, il racconto di un campo di battaglia che ha visto l’inesorabile avanzata degli “agricoltori” nei territori dei “cacciatori-raccoglitori”: la “cultura agricola” si è diffusa con i piedi degli invasori, non attraverso “corsi di formazione” per gli autoctoni. Pensa forse che Ahmed, Chen e Hernan dipingeranno la Cappella Sistina? No, esprimeranno una “loro cultura”, che potrebbe anche essere una grande cultura (ne dubito), ma non sarà la “nostra”.
Noi non siamo “razzisti”, nel senso che volgarmente viene riferito dagli xenofili. Noi amiamo le diversità, ma esse possono rimanere tali, solo se le proteggiamo. Un mondo globalizzato e senza frontiere, è la morte delle differenze; è il McDonald’s da Ny a Kabul; lo stesso lampione da Tokio a Montevideo; e infine non più la molteplice varietà dei popoli, ma lo stesso, grigio “mulatto” dalle Curili alle Hawaii. A noi, questo mondo fa orrore. Che differenza c’è, tra l’ideologia della quale vengono accusati i Nazisti, dell’Ariano come unico uomo sulla terra, e quella odierna del “mulatto” come uomo del futuro, propagandata su tutti i media di distrazione di massa?
Chi è il vero razzista, chi vuole proteggere le differenze o chi, sotto le spoglie dell’antirazzismo, lavora per eliminarle? E magari poi, come élite “pura”, dominare una popolazione indifferenziata priva di radici e, per questo, più facile da assoggettare?
Per me (noi), l’Italia non è, un “paese di transito”, è la nostra casa. E’ la madre che nutre la nostra esistenza. E il figlio protegge la madre, o è un figlio snaturato.
L’immigrazione porta un aumento spropositato di criminalità, questo è indiscutibile, ma il nostro punto di vista non vede l’individuo  “straniero”, come nemico, il nostro nemico è il fenomeno “immigrazione”. Una immigrazione di poche migliaia di individui selezionati, non sarebbe un problema, sarebbe un arricchimento. Ma la massa di milioni di immigrati, è insostenibile, e l’arricchimento diviene “annichilimento”.

La società multietnica ha soli due esiti possibili: la frammentazione etno-culturale in clan etnici, e questo è foriero di violenza; o l’assimilazione e appiattimento verso una poltiglia etnica indifferenziata, che degrada culturalmente. Noi, aborriamo entrambe. Perché entrambi gli esiti conducono alla fine del nostro popolo e, di conseguenza, della nostra cultura.
Ma il nostro amare la nostra terra, e volerla mantenere tale, non ci preclude l’ammirazione per altre culture. Non ci impedisce di apprezzare l’arte e la letteratura giapponese, piuttosto che la filosofia tibetana. Ma come esistono individui più intelligenti di altri, così esistono popolazioni più intelligenti di altre. E’ proprio perché amiamo noi stessi, che siamo in grado di apprezzare gli altri. Ma non si può “amare tutti allo stesso modo”, e chi dice il contrario, è perché in realtà, non ama nessuno in modo profondo.

Oggi, i razzisti sono coloro che vogliono un popolo unico e un mondo unico. Noi siamo i custodi delle differenze.

Difendi, conserva, prega.

1 comment

  1. Guido Pisa maggio 11, 2012 8:43 am  Rispondi

    ROMAITALIA
    Campo nomadi, 20mila euro l’anno a famiglia. Ma l’integrazione è ancora lontana
    Ecco i conti per la gestione dei campi nomadi della Capitale. Solo per quello della Cesarina il Comune ha sborsato milioni in pochi anni, per la vigilanza, i servizi sociali e soprattutto per l’affitto del terreno della Propaganda Fide, la holding del Vaticano, dato in concessione a un privato. Ventimila euro l’anno a famiglia, per abitare in una roulotte. Ma il degrado è sotto gli occhi di tutti, il tasso di scolarizzazione è bassissimo e i nomadi non si sono mai integrati. Dei documenti relativi ai costi degli ultimi anni inoltre nessuno sa nulla
    Giovedì, 10 maggio 2012 – 09:50:00
    di Marcello Viaggio
    Campo nomadi della Cesarina, milioni in fumo in pochi anni. Un campionario vertiginoso di spese. Ben 316.800 euro all’anno solo per la vigilanza, 144mila euro per i servizi sociali. Altri soldi (e tanti) per la scolarizzazione. E soprattutto milioni per pagare l’affitto. Tutto per appena 30-40 famiglie nomadi.
    L’emergenza rom nella capitale è un pozzo senza fondo, non serve a nulla, e costa cara. Dieci milioni, per dire, solo per sistemare La Barbuta. Appena i lavori saranno finiti, e soprattutto le fatture sbloccate, il Campidoglio avrà sborsato per ogni ospite del nuovo “villaggio attrezzato” circa 20mila euro, e per una famiglia di 5 persone 100mila euro, calcola Mario Staderini, segretario dei Radicali. Ma è solo un esempio. L’elenco è lungo. Gordiani, Castel Romano, Salone… Nei prossimi giorni approfondiremo, un capitolo alla volta, magari a cominciare proprio da La Barbuta.
    Ora, però, riflettori tutti puntati su la Cesarina. Il camping, attrezzato con roulottes e piccoli container, sorge su un terreno di proprietà di Propaganda Fide, la holding del Vaticano, da anni in concessione a un privato. Per entrare si passa da un cancello in via della Cesarina, sulla sinistra di via Nomentana, appena oltrepassato il Raccordo, nel IV Municipio. “Il progetto, avviato nel 2003 dal V Dipartimento Politiche sociali, non ha mai prodotto risultati degni di nota – denunciava nel 2008 l’opposizione di centrodestra nel IV Municipio – Il tasso di scolarizzazione alla Cesarina è sempre stato bassissimo, non c’è mai stata un’effettiva integrazione dei rom”.
    Ma da luglio 2009 la Cesarina fa ufficialmente parte del Piano Nomadi. Ossia è un campo definitivo, anche se sorge su un’area privata. A quanto ammontano i costi? Quanto si paga di affitto? Quanto di luce, acqua, riscaldamento? Sul sito web del Comune non figura niente. La Cesarina è come se non esistesse. C’è o no un contratto? Mistero. Ma qualcuno le carte le ha viste. E le ha anche rese pubbliche, cinque anni fa. Si tratta di un documento semi-dimenticato, ma significativo, di cui Affaritaliani.it è entrato in possesso.

    “Dal 2003 il V dipartimento del Comune ha stanziato 2.538.100 euro per il canone di locazione e l’asilo interno al Villaggio della solidarietà in via della Cesarina” scrivevano, in una nota trasmessa alle agenzie di stampa (Omniroma, 14 marzo 2007) Francesco Filini e Fabrizio Bevilacqua, allora consiglieri di An in IV Municipio. I due, oggi assessori, avevano presentato una lunga serie di interrogazioni al Municipio. Ma senza esito. “Nonostante l’indifferenza del presidente del IV – proseguiva la nota di Filini e Bevilacqua – siamo venuti in possesso di dati a dir poco imbarazzanti dal V Dipartimento del Comune di Roma. Nove euro a persona al giorno, per 180 rom che dal 2003 sono ospiti a nostre spese nel Camping della Cesarina. Una cifra che si aggira sui 591.300 euro annui, ai quali si aggiungono i 3.600 euro mensili elargiti all’Arcisolidarietà per la gestione dell’asilo interno. Ai 2.538.100 euro certificati dal V Dipartimento (per il quadriennio 2003-2006) vanno sicuramente aggiunte altre voci di spesa come servizi socio-sanitari, scuolabus, scolarizzazione e interventi ordinari e straordinari dell’Ama. Siamo sicuri – continuavano i due consiglieri – che il Comune abbia elargito fino ad oggi oltre 3 milioni di euro”.

    Dunque, ricapitoliamo. Ai 591.300 euro di canone, comprese presumibilmente le utenze, vanno aggiunti i 43.200 di asilo. In complesso, per 4 anni, 2.538.100 euro. “Nove euro a persona al giorno” scrivevano Filini e Bevilacqua. Ma i conti si possono fare anche in altro modo: circa 20mila euro all’anno a famiglia. Per abitare in un container. Tre stanze arredate, terrazzo e box auto in un quartiere semi-residenziale costerebbero meno. Una follia, stando ai numeri dei due esponenti di An. Questo, ricordiamo, nell’era Veltroni. Dal 2003 al 2008.
    E oggi? Oggi è cambiato qualcosa? Dal 2008, con l’amministrazione Alemanno, il contratto della Cesarina è stato rinnovato, cancellato, buttato nel cestino o congelato? Mistero. Solo una ridda di voci incontrollate. Il IV Municipio non ne sa niente. Il campo è completamente fuori dalle nostre competenze, rispondono: i costi li vorremmo sapere pure noi, ma è tutto in mano al Comune. Muto il Pd. Il seguito nella prossima puntata.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *