Oggi parliamo di un argomento che i media ufficiali italiani trascurano e non amano affrontare, per ovvii motivi di politically correctness: i cosiddetti “superbugs”, batteri ultraresistenti agli antibiotici.
Per comprendere l’importanza del tema, basti ricordare che prima della scoperta degli antibiotici, malattie oggi comunemente curabili come le infezioni polmonari, portavano spesso alla morte. Con l’avvento dei “superbugs” , quell’era sta per tornare, saremo di nuovo indifesi contro i batteri: bentornati nell’era pre-antibiotici.
Ma come si sviluppano questi batteri ultraresistenti e perché affrontiamo l’argomento? Il responsabile è l’uso sconsiderato degli antibiotici, questo erroneo utilizzo, permette ai batteri di “adattarsi” agli antibiotici e sviluppare nel tempo la capacità di resistervi.
Prendiamo il caso di una di queste infezioni, la Tubercolosi ultraresistente o TBC-XDR: il malato si presenta in un centro, gli viene diagnosticata una forma di Tubercolosi e prescritta una cura a base di antibiotici. Il paziente prende gli antibiotici per i primi giorni, e poi sentendosi meglio, smette: a quel punto i batteri responsabili dell’infezione hanno il tempo di adattarsi e sviluppare una forma sempre più aggressiva di TBC. Moltiplicate questo esempio per migliaia o milioni, e avrete la TBC-XDR.
Ora, la stragrande maggioranza dei malati di TBC in Europa sono immigrati africani o Zingari dell’Est, ed è proprio con l’immigrazione che i “superbatteri” prima inesistenti, si sono sviluppati, perché sono gli immigrati, a causa del loro “stile di vita” ad assumere gli antibiotici in modo saltuario e irregolare. Causando così, il pullulare di queste infezioni. [nbnote ]ttp://news.smh.com.au/breaking-news-world/new-superbugs-spreading-from-south-asia-study-20100811-11ypj.html[/nbnote]
Questo è dimostrato anche dall’asse geografica rispetto alla quale l’epidemia si sta sviluppando: ovvero, segue l’asse che parte dalla
Grecia, dove ha il suo massimo picco di diffusione, e prosegue verso l’Italia e poi verso nord ed ovest. Noi sappiamo, che questa è la stessa via attraverso la quale si muove l’immigrazione clandestina afghana attraverso il porto di Patrasso e da lì verso i porti del nostro Adriatico. Anche le altre assi direzionali della immigrazione clandestina, seguono percorsi sovrapposti a quelli della diffusione di queste epidemie: vi è in sitesi, una chiara correlazione tra immigrazione e malattie infettive resistenti agli antibiotici.
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Naturalmente la questione più preoccupante è che, queste infezioni si trasmettono per vie aeree o addirittura, in diversi casi, attraverso il semplice contatto fisico.
Ecco perché nei nostri asili, negli ospedali e nelle scuole (tutti luoghi dove entriamo in contatto con immigrati) le infezioni batteriche pericolose, come la TBC o la sua variante ultraresistente, sono in costante crescita.[nbnote ]
Salute: Italia, casi Tbc stabili tra Italiani, boom tra gli Immigrati
19 Maggio 2011 20:15 SCIENZE E TECNOLOGIE
(ANSA) – ROMA – E’ emergenza immigrazione per la tubercolosi in Italia, la situazione deve essere seguita con attenzione. Il messaggio viene da un convegno organizzato a Roma dall’Istituto Superiore di Sanita’. Secondo i dati presentati, nel 2009 i casi di tbc sono stati 4246, di cui circa meta’ in stranieri. Negli immigrati la cifra e’ raddoppiata in 10 anni, mentre i casi tra gli italiani sono stabili. ‘C’e’ un rischio potenziale – spiega Rezza, epidemiologo dell’Iss – è allarme’.
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Ecco perché, discriminare salva la vita.[nbnote ]http://www.independent.co.uk/life-style/health-and-families/health-news/antibioticresistant-infections-spread-through-europe-6264079.html[/nbnote]
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