La Gabanelli e il Chip sottopelle

Oggi c’è un interessante (e spaventoso) articolo sul Corrierino della Sera, della solitamente ottima Gabanelli,  su come affrontare il problema del Debito pubblico e della speculazione. L’analisi è carente, le soluzioni folli. Allacciate le cinture e preparatevi ad un viaggio spericolato nella perversa fantasia del giornalismo italiano:

Pertanto è diventato drammaticamente urgente riportare il rapporto debito/PIL intorno al 100% (il livello superato il quale, secondo gli economisti, si entra in zona pericolo). Come abbiamo detto il debito è di 1.843 miliardi, il PIL circa 1500. Immaginiamo quindi di dover predisporre un piano che riduca il debito di 350 miliardi.

Non so quali economisti frequenti la giornalista ma non è per nulla vero che oltrepassato il 100% nel rapporto Depito/Pil si entri in un territorio finanziariamente insostenibile. Ci sono diversi esempi, uno è l’Italia prima dell’Euro, un altro è il Giappone che è oltre il 220%: in realtà il nostro debito, ma non solo il nostro, presto sarà la volta della Francia, è insostenibile perché non abbiamo più la sovranità monetaria. L’unica soluzione riposa nell’uscire dall’Euro, farlo per primi e prima che l’edificio crolli con noi dentro.

CI SAREBBE LA STRADA DELLA PATRIMONIALE – Secondo i dati della Banca d’Italia, la ricchezza in edifici e terreni degli italiani (al netto di passività/relativi debiti) è pari a 8.600 miliardi. Una patrimoniale del 4% del valore produrrebbe quindi un’entrata di cassa straordinaria pari a 344 miliardi. Certo è che, con il valore medio dell’abitazione italiana pari a circa 160.000 euro, ogni famiglia che non ha debiti sulla casa si troverebbe a pagare, in media, almeno 6.400 euro.

Pensare di risolvere il problema aumentando le tasse in una situazione deflazionista come quella attuale è da folli come solo gli eurofanatici sanno essere(Bce insegna): una famiglia con una casa del valore di 100mila €, ovvero una piccola casa, dovrebbe pagare 4mila € di tasse. Questo, non si comprende bene per quale legge di “equità”, per quale motivo, visto che già paga tutti i tributi legati alla casa, come spazzatura pulizia fossi e tutte le altre gabelle che sono state inventate nel tempo.

Ma la Gabanelli non si ferma:

…esiste anche un principio sulla base del quale si possa tassare chi utilizza il contante, in quanto fattore generante costi e ingiustizia sociale. La tassa potrebbe essere applicata dalle banche in occasione di ogni prelievo e deposito. Tanto per dire, negli Stati Uniti si paga abitualmente il caffè da Starbucks con la carta di credito. Non solo, Starbucks si è attrezzato per accettare anche pagamenti mediante codici a barre che appaiano sul telefonino degli utenti che ne hanno richiesto il servizio.


In sintesi la  Gabbanelli propone che “venga penalizzato l’uso del contante” e tracciati tutti i pagamenti (e quindi, di conseguenza, anche gli spostamenti, i libri e i giornali che compriamo, quali locali frequentiamo etc…), ci chiediamo quale sarà il prossimo passo che la giornalista consiglierà:un bel microchip sottopelle per tutti?

Diciamo le cose in modo chiaro: l’Italia deve uscire dall’Euro, e ridenominare il Debito in moneta nazionale. Noi non abbiamo un deficit primario, anzi, abbiamo un avanzo e questo significa che i soldi che “escono” sono solo quelli che paghiamo per gli interessi sul debito già esistente, generando nuovo debito: è un circolo vizioso dal quale non si esce aumentando le tasse in una folle spirale deflazionista, ma riappropriandosi della sovranità monetaria.

E questo passo è quello che terrorizza i mercati, loro amano gli schiavi e come tutti gli usurai vogliono che il debitore continui a pagare gli interessi sul debito, generando altro debito. Stranamente la Gabanelli pare essere con loro, noi non ci stiamo: via dall’Euro, spezzare le catene dell’usura.

 

  1. Carte di credito e assegni contro gli evasori. E se mettessimo una tassa sull’uso del contante?

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