Yara, uccisa una seconda volta dalle mignotte del giornalismo

I giornalisti italiani hanno toccato il fondo. Sky Tg24 ha pubblicato – in esclusiva si vantano, come fosse uno scoop – le immagini dei vestiti che la ragazzina indossava al momento del delitto. Per i guardoni.

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FOTO OSCURATA DA Identità.com

E i vari giornali online hanno subito rilanciato le foto in un tourbillon macabro sul web. FOTO! gridano a titoli maiuscoli per attirare i lettori. Perché ormai i giornali hanno perso la propria identità originaria – quella di diffondere notizie e idee – e sono divenuti pozzanghere di gossip dove i culi si mischiano ai cadaveri.

E allora, nel contesto, è lecito utilizzare – e uccidere una seconda volta – anche la morte di una ragazzina. Fingendo orrore, quando invece si sfrutta quel povero cadavere per qualche lettore o spettatore in più. Almeno l’assassino era un malato mentale, un individuo spinto da impulsi che non controllava e non controlla. Voi, giornalisti, infierite su quel cadavere con razionale lucidità. Voi non siete bestie, voi siete killer a pagamento.

Ora, siamo consapevoli che molti di voi, incuriositi, potrebbero andare a cercare quelle foto, quei brandelli osceni di vestiti sbattuti sulle pagine online di siti che millantano di ‘fare informazione’: non fatelo.


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